Scuola, la finanziaria produrrà effetti per 37 anni

Si avranno effetti per 37 anni dalle disposizioni contenute nella manovra  finanziaria per il personale della scuola. Il blocco dei passaggi stipendiali previsto dalla manovra finanziaria (per il triennio 2010-2012 non viene riconosciuta giuridicamente l’anzianità di servizio maturata) comporterebbe per tutto il personale in servizio “lo slittamento di tre anni nella classe stipendiale successiva” con ripercussioni che si determinerebbero fino al 2050.

“Si determinerebbero nell’arco di 37 anni, a decorrere dall’anno 2011, economie di spesa conseguenti allo slittamento dei tre anni” – si legge nella relazione tecnica allegata al decreto sulla manovra – “le economie stimate, scaturenti dallo sviluppo dei conseguenti effetti finanziari sull’intero arco temporale contrattualmente definito risulterebbero pari a 18.720 milioni di euro fino al trienno 2048-2050” La manovra, dunque, prevista dal governo va ben oltre i tre anni previsti e diventa Strutturale.

E’ questo uno dei passaggi della relazione del segretario generale della Uil Scuola, Massimo Di Menna, nel corso della direzione della Uil Scuola tenutasi  a Roma. E’ vero che è una manovra necessaria, definita a livello europeo ma – ha ribadito Di Menna –  in altri Paesi europei, ad esempio in Germania, dove la manovra da 80 miliardi di euro copre quattro anni, il cancelliere Angela Merkel ha sottolineato, presentando i dettagli della manovra che “l’istruzione e la ricerca sono i pilastri per la futura sostenibilità della nostra società”.  Nessun taglio dunque, nella manovra tedesca, per ricerca, sviluppo e istruzione ma – ha messo in evidenza il segretario della Uil Scuola –  al contrario, investimenti per 12 miliardi di euro nel quadriennio.

Quello che la manovra triennale del governo italiano – puntualizza Di Menna – chiede al personale della scuola, invece, è un triplo balzello: blocco del contratto, blocco degli aumenti per anzianità, riduzione permanente della retribuzione con conseguenze sul trattamento pensionistico.

Si tratta di una ‘doppia manovra’ insostenibile – si legge nel documento della direzione della Uil Scuola – che ha confermato il forte impegno del sindacato per contrastare tali misure con la manifestazione nazionale del 15 giugno a Roma, con iniziative di protesta a livello territoriale e con una mobilitazione dei lavoratori della scuola perché in Parlamento il testo della manovra venga cambiato.