PD all’ARS: “Il governo Berlusconi ha dichiarato guerra ai siciliani”

«Miccichè deve riconoscere, ancor prima di sollecitare la costituzione di gruppi parlamentare in salsa siciliana, che il governo Berlusconi-Tremonti-Bossi ha dichiarato guerra ai siciliani». Lo dicono i deputati regionali del Partito Democratico Pino Apprendi, Davide Faraone, Vincenzo Marinello, Giovanni Panepinto e  Concetta Raia.

La vicenda politica regionale si confonde ancora di più e si consolida la stasi della Regione che somiglia sempre più ad una vera e propria paralisi della macchina amministrativa dell’economia.

Il primo maggio è  stata approvata una legge finanziaria di qualità con un impianto normativo tutto a favore dei tanti settori dell’economia e della società siciliana. Il patto per le riforme durante la legge finanziaria ha retto il duro scontro all’Ars e l’ostruzionismo di alcuni gruppi parlamentari.

Nello scenario politico però incombono la vicenda giudiziaria catanese, conosciuta solo attraverso le indiscrezioni giornalistiche e regolarmente smentita, i rifiuti per le strade in diversi centri siciliani e lo sforzo dell’assessore Carmelo Russo di dare normalità al sistema che qualcuno vuole forzare a tutti i costi con i termovalorizzatori.

«Oltre 20mila contrattisti ansiosamente aspettano buone notizie dalla residenza romana di Tremonti. I fondi Fas che costituiscono la base finanziaria dell’azione del governo regionale sono diventati una chimera. Con i Fas, infatti, si dovrebbero avviare i cantieri scuola, per i quali ci sono già le graduatorie e migliaia di lavoratori che ogni giorni chiedono ai sindaci “comu finì?”. Con i Fas si dovrebbero finanziare gli asili nido, la messa in sicurezza delle scuole, la viabilità provinciale, parte della formazione e tanto altro ancora».

«Questo stato di fatto», continuano i deputati, «dimostra che esiste una grande questione tra la Sicilia ed il governo Berlusconi. Lombardo deve rimettere in campo la determinazione dimostrata e affrontare i problemi la cui soluzione non può essere rinviata sine die. La vicenda dei dirigenti generali impedisce lo svolgimento regolare dell’attività degli assessori regionali; così come è stata maneggiata fino ad ora, crea sfiducia nei confronti dei ceti produttivi siciliani. Il presidente della Regione deve definire la questione dei dirigenti osservando la regola della buona amministrazione e non quella di una parte politica.

Il Partito Democratico, che sino ad ora ha agito correttamente e in maniera trasparente nell’interesse dei siciliani e della Sicilia, deve sottolineare senza indugi l’emergenza in cui versa la Sicilia e i ritardi del governo chiedendo a Lombardo comportamenti consequenziali; diversamente bisogna trarne le conseguenze».