Atti intimidatori, D’Orsi: “Episodi spiacevoli, ma le decisioni andavano prese”

Il presidente della Provincia, D'Orsi

Il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento Eugenio D’Orsi si esprime in merito al grave atto intimidatorio commesso qualche giorno fa nei suoi confronti, quando ignoti hanno danneggiato la sua auto parcheggiata al Viale della Vittoria ad Agrigento, e agli espisodi spiacevoli che lo hanno visto coinvolto negli ultimi tempi.

“Ciò che è accaduto qualche sera fa, così come tutto quello che mi è stato fatto in precedenza, è sicuramente una cosa spiacevole nei miei confronti. La nostra amministrazione sta lavorando onestamente e nell’interesse di tutti per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Se però tali obiettivi vengono ostacolati vuol dire che c’è qualcuno a cui non piace che questa giunta operi per il bene della collettività. Ammetto di aver esagerato qualche volta nei toni e nei modi di fare, forse un pò bruschi e arroganti, ma lasciatemi dire che ho sempre lavorato con dedizione e spesso, mio malgrado, ho dovuto prendere delle decisioni forti, come ad esempio l’attuazione di tagli economici nei confronti di alcune categorie e non di altre, sapendo bene che ciò avrebbe provocato il malcontento di qualcuno. Queste decisioni hanno portato poi a dei risultati, basta andare a vedere cosa hanno fatto gli altri enti pubblici per avere delle risposte. Parlando con l’assessore al bilancio Barbera ho scoperto che ci sono 15 milioni di euro in meno erogati alla Provincia rispetto agli anni precedenti, un taglio del 70-80% dei finanziamenti. Siamo riusciti a centrare il patto di stabilità nel 2008 e nel 2009 grazie ad un’azione di risparmio e a delle decisioni forti. Se poi queste decisioni forti vanno a coinvolgere l’imprenditorialità di qualcuno non è certo colpa nostra. Sappiamo bene che queste situazioni saranno affrontate quando le casse della Provincia lo permetteranno. Non abbiamo fatto dei tagli per dispetto, ma per il bene dell’economia provinciale. Sono decisioni che andavano prese.

Oltre a quanto successo sabato sera alla mia auto, ricordo ancora cosa avvenne a Licata in occasione dell’incontro con gli agricoltori per la realizzazione dell’Aereoporto quando, al termine della riunione, fuori fui preso a sputi, a calci e parolacce. Qualcuno mi ha urlato contro parole indicibili, ma purtroppo non ho visto nessun esponente politico prendere le distanze da questi facinorosi, i quali non solo hanno insultato un rappresentante eletto democraticamente alla presidenza della Provincia, ma anche un uomo e una persona, coinvolgendo pure la famiglia”