Fondi UE: Cimino,”la Sicilia non perdera’ 55 mln di euro”

“La Sicilia non ha perduto affatto 55 milioni di euro di fondi comunitari. La notizia strillata con clamore da alcuni giornali questa mattina e’ priva di ogni fondamento”. Lo afferma il vicepresidente della Regione Sicilia con delega all’Economia, Michele Cimino.

“Gli autori degli articoli – prosegue l’assessore – provocano solo un ingiustificato allarme sociale, per pura ignoranza. Non sanno, infatti, che il regolamento dei fondi comunitari e’ gia’stato approvato dalla Commissione. Il nuovo testo, che entrera’ in vigore alla fine dell’estate, dopo le necessarie prese d’atto assembleari, prevede espressamente che le somme “non impegnate” in un esercizio finanziario possano essere recuperate negli anni successivi. La regola del disimpegno automatico per le somme non rendicontate al 31 dicembre 2009 e’ quindi, di fatto decaduta.

Nonostante cio’, in queste settimane la Regione Siciliana sta lavorando alla realizzazione del dossier che servira’ a documentare nel dettaglio la spesa comunitaria alla data del 31 dicembre 2009″.

“Questa e’l’unica notizia certa, giornalisticamente scarna e probabilmente di scarso interesse, attorno alla quale – continua il responsabile dell’Economia – si e’voluto costruire un castello di pura fantasia burocratico-politico-giornalistica. Sono proprio le “ottuse” regole della burocrazia a prevedere, a date fisse, l’inizio delle procedure di controllo: routine, insomma. Fatti di ordinaria amministrazione per chi di burocrazia sa o capisce. In queste ore in cui si discute animatamente del diritto all’informazione, sento il bisogno di ricordare che uno dei dogmi della buona informazione prevede la verifica delle notizie. Ecco.

Sarebbe bastata una telefonata, per ottenere informazioni esatte.

E non essere costretti ad arrampicarsi sugli specchi, mischiando informazioni vere a congetture grossolanamente infondate”.

“E’ vero, infatti, che la spesa del Fondo sociale europeo – conclude Cimino – e’ stata di 55 milioni inferiore ai budget assegnati dal programma operativo. Potremmo fornire dettagliate argomentazioni sui motivi del ritardo: basti pensare alla riforma del sistema della formazione e al dibattito che l’ha accompagnata.

La mancata spesa non e’ dovuta a inadempienze, ma piuttosto a un prudente, controllato, rallentamento in attesa della definizione delle nuove regole. Necessario, infine, sottolineare che in nessun caso le somme destinate al fondo sociale avrebbero potuto avere destinazioni o finalita’ diverse. Ne’ in direzione degli interventi per contenere la frana di Giampilieri, ne’ per il salvataggio e la riconversione dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. E neppure per varare un piano ambientale: lo dicono le regole, ottuse ma certe. Basta conoscerle”.