Via di esodo da piazza Don Minzoni: presentato il progetto di realizzazione

Questa mattina, nei locali dell’ex collegio dei Filippini, è stato presentato il progetto per la realizzazione della via di esodo da piazza Don Minzoni, situata nel centro storico cittadino. Alla conferenza erano presenti il sindaco di Agrigento Marco Zambuto, l’assessore ai lavori pubblici Renato Buscaglia, la soprintendente ai beni culturali Gabriella Costantino, il vicario del Genio Civile ing. Alfonso Casalicchio, il responsabile della sezione provinciale della Protezione civile regionale Maurizio Costa, il presidente provinciale dell’ordine degli ingegneri Vincenzo Di Rosa e l’arcivescovo di Agrigento S.E. Francesco Montenegro.

Il progetto, redatto dall’ordine degli ingegneri, prevede un tracciato che è possibile suddividere in due parti:

1) Partendo da Piazza Don Minzoni, si percorre la Discesa Seminario e quindi la via Oblati fino a raggiungere la via Santa  Marta. In questo primo tratto è previsto il transito a senso unico (in discesa) e l’uso di mezzi di soccorso di piccole dimensioni, aspetto quest’ultimo ritenuto compatibile dai Vigili del Fuoco con le esigenze di soccorso. La problematica principale di questo primo tratto è data dalla necessità di allargare l’attuale Via Oblati, risagomando uno o due edifici. L’intervento prevederà una demolizione parziale e seguirà le indicazioni della Soprintendenza. Ad ogni modo, il disagio che subiranno le famiglie che abitano nell’edificio da risagomare sarà affrontato prevedendo adeguati ristori, non solo economici (si potrebbe realizzare ad esempio un edificio di analoghe dimensioni a Santa Croce, in un’area di proprietà comunale)

2) Dalla via Santa Maria, immediatamente sotto l’Istituto Gioeni, si raggiunge il piazzale che separa il retro del Seminario dall’Istituto delle suore di Maria Ausiliatrice (villa Galluzzo), e da lì si scende sul versante nord-ovest della collina fino a raggiungere la sottostante via XXV Aprile, in adiacenza al cinema “Ciak”. In corrispondenza di questo nuovo innesto verrà adottato un idoneo sistema di circolazione del traffico (probabilmente con una rotatoria). Il piazzale adiacente l’Istituto delle suore di Maria Ausiliatrice costituirà la cosiddetta area di ammassamento di mezzi e persone, necessaria in caso di emergenza e che, in condizioni ordinarie, costituirà anche un’area di parcheggio per i pullman dei turisti, i quali potranno così raggiungere la zona del Duomo senza impegnare la viabilità cittadina. Il tratto di strada che conduce dal piazzale di ammassamento fino al “Ciak” si sviluppa su un’area priva di di vincoli idrogeologici e presenta una larghezza della carreggiata di 8 metri. Sarà realizzato in parte sul viadotto e in parte su una stradella già esistente.

“La via di fuga – afferma la soprintendente Gabriella Costantino – è un’infrastruttura al servizio del centro storico che, insieme alla via Duomo, consente una maggiore fruizione turistica. Questo percorso, che da via XXV Aprile arriva a Santa Marta e che comprenderà un grande parcheggio, è destinato a tutti i turisti o agli agrigentini  che vogliono fare una passeggiata nel centro storico, mentre con piccoli lavori di manutenzione, compatibili con il piano particolareggiato e il piano regolatore, si può realizzare anche un passaggio interno destinato ai residenti e agli addetti ai lavori, per evitare la formazione di ingorghi”

Anche Vincenzo Di Rosa esprime il proprio parere, ed afferma: “questo è un progetto che ha avuto una gestazione piuttosto lunga, anche perchè incide sul territorio, e non è facile nè dal punto di vista planimetrico nè da quello urbanistico. Il progetto della via di esodo infatti riguarda una zona molto urbanizzata, la Piazza Don Minzoni, e dovrebbe terminare nella zona a valle di via XXV Aprile, scelta non a caso in quanto è una delle aree meno intasate dal traffico, ideale per un’eventuale sfollamento delle persone. La via da noi scelta è frutto di una sintesi di diversi progetti che avevamo già presentato un anno e mezzo fa come ordine professionale,voluti all’epoca dalla prima giunta Zambuto. Ci tengo a precisare che il percorso non è solo una via di fuga, ma anche una viabilità, e per questo motivo deve essere adeguato. Realizzare tale progetto è sicuramente complicato, ma i presupposti ci sono tutti. Ritengo che non bisogna fermarsi qui, ma procedere nella creazione di altre opere per agevolare il traffico e potenziare il tessuto stradale della città”

Soddisfatto l’arcivescovo Francesco Montenegro: “è un’opera che vede l’impegno attivo da parte dell’amministrazione, e non fa che accrescere la fiducia che i cittadini hanno nei confronti della stessa. Ho sempre pensato a questa via di fuga non tanto per i disastri naturali, come terremoti o frane, ma soprattutto per le piccole emergenze quotidiane, dal momento che le ambulanze o i mezzi dei Vigili del Fuoco hanno difficoltà ad entrare nella zona della Cattedrale. E’ un primo passo per il miglioramento del traffico, ne sono molto contento. Tutti hanno il diritto di vivere meglio, anche i residenti del centro storico”

A conclusione, l’intervento del sindaco Marco Zambuto: ” è un’importante infrastruttura che si realizza grazie alla sinergia tra tutte le istituzioni e gli ordini professionali. E’ un risultato importante per la città, dal momento che una delle zone più antiche della città verrà resa più vivibile. Voglio precisare che, oltre alla già citata via di fuga, verrà realizzata in questa stessa zona l’area a traffico limitato per rendere migliore la qualità della vita dei residenti”

Foto di Gabriele Bruccoleri