Mariella Lo Bello: “Da Bellolampo a Siculiana? Nuovo piano regionale rifiuti e termovalorizzatori”

Riceviamo e pubblichiano la nota di Mariella Lo Bello

E’ legittimo temere che i rifiuti di Palermo, non potendo più entrare a Bellolampo, possono finire a Siculiana, esattamente come accaduto con una parte di quelli di Napoli.

Se Bellolampo, ad agosto, chiuderà, nascerà, in piena estate, una tale emergenza Palermo, i cui effetti economici, sanitari e di immagine civile e turistica saranno devastanti anche per Agrigento.

E, poiché, quando c’è una emergenza sanitaria nessuno può sottrarsi a dare, volente o nolente, il proprio doveroso contributo, la nostra provincia sarà chiamata a darlo, per cui questa comunità è interessata alla sviluppo delle cose palermitane e non solo.

Va ricordato che ad Aragona, a Casteltermini, a Cammarata, ad Agrigento, la CGIL ha dato vita a diverse  manifestazioni (otto) di contrasto all’ex Piano regionale dei rifiuti di Cuffaro perché contraria alla filosofia economico industriale  fondata sulla termovalorizzazione del 60% del rifiuto tal quale,  affidata per venti anni ad una associazione di imprese. Così come era contraria alla localizzazione dell’impianto sulle rive del fiume Platani a Casteltermini, nonché sul conferimento dei rifiuti di 103 comuni presso una mega discarica da costruirsi  a Porta Palermo, territorio di Aragona.

L’opposizione della CGIL era motivata non solo dalla localizzazione dei due siti, ma dalla dimensione dell’inceneritore che, tra l’altro, non era tecnologicamente avanzato e dal fatto che privilegiava la indifferenziata e non la raccolta ed il riciclaggio della differenziata, nell’ambito di una filiera industriale capace di farsi economia eco ambientale e lavoro qualificato.

Il Presidente Lombardo, con una maggioranza trasversale ha, di fatto, accolto i contenuti della piattaforma oggetto delle manifestazioni regionali indette dalla CGIL e da Legambiente a Bellolampo ed a Catania, rovesciando il Piano di Cuffaro.

E, poiché, i rifiuti prodotti devono, comunque, essere smaltiti attraverso il riciclaggio e l’incenerimento, volenti o nolenti, si è costretti ad utilizzare come fase terminale e residuale il termovalorizzatore.

Al riguardo il Sindaco di Campobello di Licata ha offerto il territorio di quel comune al Governo nazionale e regionale per ospitarvi l’impianto di termovalorizzazione, la cui potenza  deve essere dimensionata, concordata e deve essere tecnologicamente  di ultima generazione.

Poiché  la legge regionale nove, dell’otto aprile scorso, affida alla Provincia regionale competenze specifiche al riguardo, la CGIL ritiene che il Presidente D’Orsi debba bruciare le tappe perché anche questa provincia rischia di finire in emergenza.

La CGIL si aspetta che sia attivata una azione amministrativa e concertativa, in modo che si definisca la fase di transizione e si avvii il Programma  interventi  per avviare il nuovo Piano, mettendo la parola fine alla disastrosa esperienza degli ATO mangiasoldi, che hanno dissipato ingenti risorse finanziarie riversati sul costo del servizio che è rimasto scadente.