1800 euro a dipendente.

Negli articoli precedenti avevamo fatto il quadro della situazione finanziaria nazionale e della relativa analogia con la crisi greca.

Avevo espresso il mio dissenso sulla manovra e soprattutto sul fatto che questa  è fondamentalmente basata sui tagli ai lavoratori dipendenti e pensionati.

Una manovra di tale ispirazione oltre che iniqua sarà anche scarsamente efficace; la propensione  al consumo dei lavoratori è alta, poiché il loro reddito è piuttosto basso, di conseguenza una manovra a loro favore  innescherebbe un aumento dei consumi ed una moltiplicazione del reddito nazionale.

In effetti la manovra procede nel so iter e basta poco per cominciare a calcolare quanto verrà tolto dalle tasche, già semivuote, dei lavoratori italiani.

La manovra prevede il blocco dei contratti in scadenza per tre anni, tale misura dovrebbe pesare mediamente per circa  1800 euro a dipendente .

Ancora più pesante la situazione dei lavoratori della scuola a cui verranno bloccati gli scatti di anzianità che qualcuno valuta in circa 6.000,00 euro (avete letto bene, seimila !)

Per tutti i lavoratori si sposta di un anno la pensione di anzianità, il pensionamento a 65 anni per le donne verrà anticipato al 2016.

I dipendenti pubblici verranno intaccati anche nella liquidazione, ricevendola non più all’uscita dal lavoro ma diluita in tre anni.

Si sarebbe ancora in tempo per arrivare ad una manovra con  misure più eque, ma il comportamento dei sindacati confederali,con in testa la Cisl seguita a ruota dalla Uil ,  fanno capire che ormai i giochi sono fatti e nessuno intende mettere seriamente in discussione la sua approvazione !