Interessante iniziativa dell’ANIOC presso il Comando Provinciale dei Carabinieri

Venerdì 28 maggio, alle ore 20.00, presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Agrigento – Caserma “Biagio Pistone” in Piazza Aldo Moro – la Delegazione Provinciale agrigentina dell’Associazione Nazionale Insigniti On. Cavalleresche organizza un incontro sul tema “Maggiore dei CC Renato Candida, Leonardo Sciascia e il Giorno della Civetta”.

Nel corso dell’evento relazionerà la Prof.ssa Rosalia Centinaro Savatteri  e gli interventi artistici saranno curati da Nino Bellomo e Giovanni Moscato. Saranno altresì effettuate manifestazioni in video dell’Arma.

Oltre a rendere omaggio alla figura del Maggiore Candida la Delegazione agrigentina dell’ANIOC consegnerà 18 diplomi ai nuovi iscritti. Si sottolinea che l’ANIOC è un’Associazione apolitica e apartitica nata nel 1949 da un legame ideale tra Cavalieri e che ha delegazioni regionali, provinciali e comunali con lo scopo di unire tutti i decorati d’Italia in una grande famiglia. Si propone inoltre di mantenere sempre alto il valore, i sentimenti e le tradizioni della Patria e delle Istituzioni democratiche. Essa intende infatti promuovere l’aspetto della fede democratica e del senso della Patria come valore e patrimonio storico, culturale, civile, sociale e religioso nel diritto e nel rispetto delle Istituzioni cavalleresche. Facendo propri i valori di fratellanza e amicizia universale intende riconoscere gli insigniti come esempio di virtù civiche nonché favorire e sviluppare la promozione umana. La Delegazione agrigentina attualmente conta 108 iscritti in tutta la provincia e numerosi simpatizzanti anche se non insigniti. La manifestazione di venerdì vuole sottolineare, tra l’altro, come il maggiore Candida sia stato per Sciascia un modello, una fonte costante di ispirazione per il Giorno della Civetta, ma anche per ogni suo racconto in cui emergeva il personaggio di un investigatore. Alla morte del generale Candida, avvenuta l’11 ottobre 1988, un anno prima di quella dello scrittore siciliano, Sciascia disse che era una vergogna che nessuno avesse ricordato quest’uomo, questo eroe, che aveva avuto esatta coscienza, esatto intendimento del ruolo della mafia in un momento in cui le Istituzioni la negavano o la rimpiangevano.