Elettromagnetismo alla Rupe Atenea, Arnone chiede lo spostamento delle antenne

“Ritengo sia venuto il momento di offrire la priorità ed ogni connesso sforzo da parte dell’assessore all’Ambiente in direzione di realizzazioni concrete in materia di dismissione e trasferimento presso siti idonei degli impianti ad emissione di elettromagnetismo collocati in aree improprie, quali ad esempio la Rupe Atenea”.
Lo dichiara l’Avv. Giuseppe Arnone che dà atto all’Assessore all’Ambiente di aver avviato e costruito un iter conoscitivo, tecnico – giuridico ed amministrativo propedeutico all’assunzione delle decisioni più opportune con conseguenti interventi fattuali. “E ciò – spiega Arnone – al fine di dare risposta ad un’esigenza di salubrità assolutamente diffusa nella popolazione agrigentina, fortemente allarmata dalle conseguenze in termini di salute.
Non solo – prosegue – ma era anche emersa la necessità di definire con un apposito Regolamento la tematica delle nuove richieste, in primo luogo quelle da parte di gestori di telefonia mobile, che vengono o venivano fino a epoca recentissima, autorizzate mediante il meccanismo del silenzio – assenso.
Il Consiglio Comunale può assai utilmente proporre un atto di indirizzo all’Amministrazione attiva e segnatamente in direzione dell’Assessore all’Ambiente, affinchè nei prossimi giorni o nelle prossime settimane concentri il suo impegno in via straordinaria a portare a compimento le iniziative sopra indicate, già avviate in materia di elettromagnetismo. E ciò anche al fine di comprovare agli occhi della cittadinanza che assessorati comunali assai importanti hanno la effettiva capacità di portare a conclusione pratiche ed affari che stanno a cuore di tante famiglie e richiedono anche determinazione ed energia per vincere interessi molto robusti ed economicamente consistenti che tendono a sfuggire alle regole e ai controlli democratici.
In tale quadro, appare utile rafforzare la scelta dell’Assessore all’Ambiente, appoggiarne la determinazione e la volontà di incidere, anche mediante il coinvolgimento di associazioni ambientaliste e di cittadinanza attiva” conclude Arnone.