Lettere al Direttore: Ma perchè dobbiamo soffrire?

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E’ difficile commentare quello che  quotidianamente accade in questa agonizzante città. La prima sensazione è quella  che il nostro cervello faccia fatica a trovare tra gli aggettivi che conosciamo, quello giusto che renda immediatamente percepibile l’idea di ciò che stiamo vedendo.
Una certezza: il piazzale Rosselli  è ormai destinato a diventare un cantiere in grado di eguagliare per i tempi di realizzazione  quelli della Grande Muraglia Cinese.  Personalmente penso che dovremo aspettare almeno  altri 3 – 5 anni  per assistere al completamento di questa fantomatica ed avveniristica tettoia per gli autobus, che le grandi capitali europee un giorno ci invidieranno. Ma forse mi sto sbagliando.
Adesso  oltre all’incompiuta del parcheggio, si aggiunge l’incompiuta della riparazione di una condotta idrica all’angolo fra il piazzale Rosselli e la via Imera.
A molti automobilisti non sarà sfuggito quel restringimento  sul lato sinistro della carreggiata alla  fine della via Imera a causa di una  rottura di una condotta idrica, prontamente riparata. Già riparata e sistemata così bene che adesso lo scavo eseguito non si può più richiudere. Proprio così, perché gli addetti alla riparazione hanno pensato bene di dare prova della loro bravura, collocando niente di meno che un pozzetto di notevoli dimensioni, che sporge per almeno 15/20 centimetri dal piano stradale.
Così nel momento che decideranno di chiudere il coperchio, non tanto per motivi di sicurezza, a cui non interessa niente a nessuno (basta guardare  la precarietà delle segnalazioni di pericolo ed il transennamento con tondini di ferro non protetti alle estremità – alla faccia del decreto Lgs.106) gli
automobilisti oltre alle buche,  fra non molto in via Imera angolo piazzale Rosselli troveranno anche UN BEL  COPERCHIO IN CEMENTO CHE SPORGERA’ DALLA STRADA..
Se così non fosse, non si capisce perché si fanno ancora soffrire gli automobilisti e non richiudono questo maledetto pozzetto che sembra non interessare a nessuno?
In base a quali norme di sicurezza si piantano pericolosissimi tondini di ferro privi di protezione alla sommità come delle lance puntate in alto per  delimitare il pericoloso fossato?
Questi Tecnici, hanno preso in considerazione se un coperchio di tale spessore e dimensioni sia  in grado di reggere il peso di un automezzo pesante  senza che  si corra il rischio di sprofondare?
Adesso, se si vorrà  porre rimedio a questo bell’esempio di lavoro, a mio parere bisognerà smontare nuovamente il tratto di condotta appena sostituito, estrarre il pozzetto, scavare ancora in profondità (sperando che sappiano leggere il “metro”) ricollocare il pozzetto e ripristinare la condotta e posizionare il coperchio del pozzetto (sempre che resista alle sollecitazioni di un mezzo pesante, magari con qualche calcolo vistato dal Genio Civile) questa volta più in basso rispetto al manto stradale. Come dire, abbiamo scherzato.
Non sappiamo e sicuramente non sapremo se gli autori di questo prestigioso intervento avranno ricevuto un encomio solenne per lo svolgimento di tale lavoro. Ma chi pagherà tutto questo?
Noi automobilisti già soffriamo il traffico quotidiano, la mancanza di aree di parcheggio ed adesso assistiamo sgomenti  ed impotenti  a questi demenziali lavori, degni pari della tela di “Penelope”
Per la normalità, cosa dobbiamo fare?

Giovan Paolo Mirasola