I lavoratori della Formazione professionale di Agrigento in agitazione

Stamattina i lavoratori della Formazione professionale di Agrigento hanno manifestato di fronte all’Ufficio provinciale del Lavoro dellla città, in Via Acrone, organizzando anche un sit-in. Motivo del dibattito, al quale hanno preso parte i maggiori sindacati provinciali e regionali, CIGL e CISL scuola, UGL, ECAP, AICS e ENFAP, è  la grave crisi che il comparto della formazione professionale sta attraversando ad Agrigento e in tutta la Sicilia, dal momento che il governo regionale non ha stanziato i fondi necessari a garantire la completa copertura economica dei lavoratori.

A tal proposito, sono intervenuti il segretario della CGIL di Agrigento, Franco Gangemi, il vice segretario dell’UGL, Calogero Volpe, e il responsabile provinciale della formazione professionale CISL scuola, Gaspare Russello, che affermano “Quella di oggi è una protesta che stiamo mettendo in atto poichè il governo regionale non ha mantenuto gli impegni assunti nel Settembre 2009, quando, dopo un anno di battaglie e manifestazioni, si era giunti ad un protocollo di linee guida tra governo e sindacati per rilanciare il ruolo della formazione professionale, e soprattutto per razionalizzarla. Per questo motivo furono presi dei provvedimenti, come la pubblicazione di diversi bandi e una serie di altri importanti interventi. Il piano formativo per l’anno 2010 prevedeva lo stanziamento di 242 milioni di euro per la formazione professionale, ma ne sono stati decretati soltanto 196. Nella finanziaria 2010 vi è quindi un ammanco di ben 46 milioni di euro. Per questo motivo,  non sappiamo come si arriverà a fine anno, e questo produrrà dei grossi problemi. La prima cosa che chiediamo è proprio questa, come si può razionalizzare il sistema della formazione professionale se gli impegni che vengono presi non possono essere poi mantenuti?”

“Il nostro compito – procedono Gangemi, Volpe e Russello – è quello di tutelare i lavoratori, cercando di ottenere delle risposte dal governo, che però continua imperterrito nella sua politica clientelare, utilizzando il sistema della formazione professionale come riserva di caccia nella quale i politici fanno i loro scambi clientelari, trascurando gli impegni presi in precedenza. E’ questo ciò che noi, oggi, ci sentiamo in dovere di denunciare, perchè è questo il vero problema. Adesso siamo in una situazione di stallo: il piano finanziario non è coperto, i decreti giacciono alla Corte dei Conti e non vengono approvati e la CRI ha respinto il piano che prevede l’ingresso di 10 nuovi enti, che garantirebbero nuove assunzioni e maggior mobilità del personale. La Sicilia ha bisogno di essere rilanciata dall’industria economica e sociale, e in questo la formazione professionale potrebbe assumere una posizione di rilievo, attraverso la riqualificazione del personale e gli interventi riguardanti gli ammortizzatori sociali, come ad esempio la formazione continua”

“L’unica cosa certa è che la protesta continuerà – concludono i tre – fin quando non otterremo delle risposte chiare che garantiscano i lavoratori della formazione professionale. Il primo passo è stato il sit-in che abbiamo fatto ieri, che abbiamo riproposto oggi e che riproporremo domani, e sarà così in tutta la Sicilia. Se non dovessimo ricevere risposte, passeremo a delle forme di agitazione più dure e più efficaci”