“Se Lombardo è mafioso..anch’io sono mafioso”, intervista al presidente D’Orsi

Questa mattina, nel corso della conferenza stampa svoltasi al Palazzo della Provincia, il presidente Eugenio D’Orsi ha chiarito alcuni aspetti della protesta intrapresa a sostegno di Raffaele Lombardo, con tanto di maglietta recante la scritta “Se Lombardo è mafioso lo sono anche io”, soffermandosi anche sulle decisioni prese riguardo la Giunta Provinciale, che verrà azzerata e  dovrebbe passare da 12 a 8 membri.

Da cosa nasce l’azzeramento della Giunta provinciale?

“L’azzeramento della Giunta nasce non da una bocciatura dei miei assessori, che ringrazio di cuore per il lavoro svolto fin qui e per la solidarietà che hanno dimostrato nei miei confronti, ma equivale ad una posizione di cambiamento che questa provincia vuole darsi, concretizzando tutto ciò che abbiamo fatto fin ora”

Quindi non si parla di crisi alla Provincia, ma di cambiamento

“Si certo,alla Provincia non c’è una crisi e non c’è mai stata. Permettetemi di dire, anche con un po’ di arroganza, che sono un presidente coraggioso, che avrebbe potuto sedersi sugli allori di una giunta compiacente e solidale con le mie azioni. Ho assessori che appoggiano ogni mia decisione, anche la più stravagante, potevo starmene tranquillo, ma la tranquillità purtroppo non serve a nulla, serve solo a dormire, e io non voglio dormire. Io sto lavorando con onestà e serietà, senza cercare comode nicchie dove potermi inserire. Oggi sto mettendo in discussione anche la mia presidenza, la mia istituzione. Potevo stare tranquillo e sereno, invece mi sto battendo per il bene della provincia di Agrigento. Dobbiamo dare una svolta al nostro operato, e per questo motivo servono nuove linfe, ciò nonostante rincofermerò molti dei miei assessori”

Lei ha dichiarato anche di voler ridurre i componenti della giunta da 12  a 8 elementi

“Si, ho intenzione di farlo, e ritengo che sia una prerogativa in linea con quello che questa amministrazione ha fatto. E’ importante continuare quella linea di risparmio che ha caratterizzato il nostro operato. I soldi della collettività sono soldi di tutti e se possiamo risparmiare su 4 stipendi, e, soprattutto, se possiamo svolgere lo stesso lavoro con 8 assessori anziché con 12, allora questa mia decisione conviene. Qualora ciò non fosse possibile, gli assessori resteranno 12, l’importante è che si lavori con onestà e trasparenza, evitando di nominare assessori solo per coprire il posto o per scaldare le sedie. Riguardo la nuova giunta, vorrei sottolineare quella che  sarà una delle novità introdotte: è prevista, infatti, la completa rappresentanza territoriale della provincia di Agrigento, dando spazio a tutti quei comuni, in primis Licata, Ravanusa, Naro e le località montane, che fino ad ora non sono state prese in considerazione. L’attuale giunta, infatti, è formata da ben 4 agrigentini (Ciulla, Barbera, Macedonio e Cantone), 3 riberesi (Ragusa, Pace e Indelicato), 2 assessori di Palma di Montechiaro (Salvato e Castellino), uno di Canicattì (Cani), uno di Raffadali (Argento) e un favarese (Arnone). Per questo motivo, nella nuova giunta troveranno spazio anche gli esponenti politici di altri comuni fino ad ora poco rappresentati. Ci tengo però a sottolineare che, anche se la giunta dovesse passare da 12 a 8 membri, riconoscerò il giusto peso politico ai partiti che hanno contribuito alla mia elezione. E’ chiaro, dunque, che i partiti che hanno più assessori saranno quelli che ne perderanno qualcuno”

Riguardo la questione Lombardo, lei esprime solidarietà nei confronti del governatore della Sicilia. Cosa pensa del polverone sollevato in questi giorni  riguardo le  presunte collusioni tra Raffaele Lombardo e la mafia?

“Ritengo non corretto che una persona venga giudicata dalla stampa e dai giornali prima ancora di arrivare in un’aula di tribunale. Certo, è importante sapere se Lombardo è mafioso o se fino ad ora ha imbrogliato tutti i siciliani, ma ritengo che ciò spetti al tribunale, non alla stampa o ai media. Non è possibile che gli ultimi due governatori della regione siano stati accusati di essere mafiosi. Che figura facciamo fuori dalla Sicilia? Qui l’accusa è mossa non al governatore Lombardo, ma ai siciliani, che non sono in grado di capire chi li amministra. Qui allora siamo tutti mafiosi, visto che non abbiamo capito chi ci governa. Non possiamo aver sbagliato per due volte consecutivamente. Se è vero che Lombardo è mafioso, allora noi siciliani non siamo capaci di scegliere le persone che ci governino. Siamo stanchi di amministrare con lo spettro che, chi fa politica, venga condizionato dagli articoli sui giornali, e la vicenda Lombardo ne è un esempio chiaro. Ritengo che, se Lombardo è mafioso, allora lo sono anche io, perchè credo che Lombardo, così come Cuffaro, non sia assolutamente un mafioso”

Ecco, la maglietta che indossa recita proprio la frase “Se Lombardo è mafioso lo sono anche io”

“Raffaele Lombardo è una persona seria, è uno che ama i siciliani e si impegna per loro, e non è giusto che chi governa la Sicilia viva con lo spettro sulle spalle di qualcuno che si alza la mattina e decide di arrestare il governatore senza nessuna carta che suffraghi questa decisione. Noi stiamo cercando di cambiare la Sicilia, e lo stiamo facendo anche con queste iniziative goliardiche, che, anche se sembrano ridicole, vengono fatte per dare una scossa all’opinione pubblica, e, nel mio caso, alla provincia di Agrigento. Raccoglieremo delle firme pro-Lombardo e invieremo una petizione al presidente Napolitano per tutelare l’immagine e la figura del presidente Lombardo”