Grecia-Italia, una razza una faccia – Ipse dixit

Il 4 maggio u.s., sul nostro quotidiano on line, ho pubblicato un articolo con il quale cercavamo di dimostrare che la situazione greca non è molto differente da quella italiana: quando c’è una crisi a pagare sono sempre i più deboli !

In un sistema economico di tipo liberista i più deboli sono i lavoratori e le microimprese; quindi la crisi greca la stanno pagando loro così come è avvenuto in Italia nella crisi dei primi anni 90 e poi durante il disgraziato passaggio all’euro.

Finalmente la classe politica italiana ha ravvisato che vi è una crisi mondiale dal 2008, quindi il ministro dell’economia ha proposto degli interventi che porteranno ad un risparmio di 25 miliardi di euro. Vediamo le più importanti di queste proposte:

  • blocco degli aumenti degli statali;
  • rinvio del pagamento delle liquidazioni;
  • scivolo dei pensionamenti di chi ha maturato il diritto a lasciare il lavoro;
  • anticipo dell’applicazione dell’aumento dell’età pensionabile delle donne;
  • contributo di solidarietà del 2% sulle pensioni più alte.

Appare lapalissiano l’accostamento delle misure italiane con quelle greche, fermo restando il diverso livello quantitativo!

Attenzione,  in Italia non vi sono assolutamente differenze ideologiche,  dal 1990 ad oggi si sono alternati governi di destra e di sinistra, ma il risultato è stato sempre lo stesso.

Forse il ministro Tremonti ha letto il nostro articolo, ma certamente non ha condiviso il nostro pensiero: caro ministro è arrivato il momento che a pagare siano i ricchi, che negli ultimi 20 anni hanno visto moltiplicarsi i loro redditi, e non i soliti poveri lavoratori e piccoli imprenditori che stentano a sostenere le loro famiglie a causa di redditi risibili e prezzi alle stelle !

n.b. nel prossimo articolo illustreremo le nostre idee  su misure eque, nella speranza che qualche politico riesca a farle proprie per davvero!