La CGIL contro l’orrore delle morti sul lavoro e per la legalità nel mercato del lavoro

Mariella Lo Bello, la Segretaria Generale della CGIL di Agrigento, non ha dubbi “Ameur Ghrairi  è l’ennesima  vittima del lavoro, un altro sacrificio di sangue di un immigrato arrivato in Italia  con la speranza di costruirsi un futuro migliore che invece ha incontrato la morte tra le arance di Ribera”.

In vicende come queste si incontrano più questioni: immigrazione, lavoro nero ed irregolare, morte sul lavoro , era già successo a Torre di Gaffe (Licata) qualche anno fa.

“A Ribera, – continua la Lo Bello –  come in tutte le realtà dove esistono colture intensive, ci  si avvale, oltre che della manodopera locale, anche di una robusta quota  del lavoro di immigrati : è così in ogni parte del Paese”.

“Nella vicenda di Ribera a destare orrore è la circostanza (apparsa subito chiara agli amici del povero tunisino morto) che dopo essere stato vittima di un mortale incidente sul lavoro, il giovane sia stato abbandonato nei campi come un sacco di patate!

La CGIL vuole farsi interprete e portavoce di questo grido di dolore, che ci auguriamo scuota le coscienze di tutti e per questo ha indetto per lunedì’ 17 maggio alle ore 19, una “fiaccolata” che partirà dalla Camera del Lavoro e si concluderà nella Piazza del Paese, dopo aver attraversato le vie cittadine.”

Alla Manifestazione-fiaccolata parteciperanno, insieme a quelli comunali e provinciali anche dirigenti regionali della CGIL siciliana.

“Gli Immigrati costano meno, – dice Mariella Maggio Segretaria CGIL Sicilia -non sono sindacalizzati e rendono tanto: ma questo “caporalato di ritorno” quanto può essere  ancora tutelato dall’assenza di una vera azione preventiva e repressiva? Ma dove sono finiti i 700 Ispettori da 4 anni annunciato per fortificare l’azione ispettiva? Non è accettabile che i lavoratori della terra, dell’edilizia, dell’industria siano così poco tutelati preventivamente da poterci rimettere la vita per un lavoro, spesso ridotto, spesso non assicurato, spesso frutto avvelenato del sommerso e dell’invisibile. Serve che si faccia prevenzione e non, soltanto quando l’incidente accade, investigazione”

La CGIL, attraverso il proprio sindacato di categoria la FLAI, annuncia che si costituirà “parte civile” nel procedimento penale che scaturirà dalle indagini in corso e si impegnerà per far riconoscere alla famiglia quanto spettante dall’INAIL.