Le ferrovie investiranno in Sicilia 4 mld di euro. Sogno o son desto ?

Questa la dichiarazione che Matteo Triglia , direttore degli investimenti per Rfi- Rete Ferroviaria Italiana- società delle Ferrovie dello Stato, ha fatto in un recente convegno tenutosi a Palermo.

Sarà vero? Vediamo intanto quale è stata la politica degli investimenti pubblici nel mezzogiorno con particolare rilievo al settore ferroviario.

Con buona pace dei politici italiani che tramite i media nazionali  fanno passare il concetto che nel meridione la spesa è eccessiva possiamo dimostrare che è invece vero il contrario.

La spesa pubblica nazionale per investimenti destinata al mezzogiorno è pari al 31,2% del totale contro una percentuale prevista , e non rispettata, del 45%; basterebbe questo dato, che testimonia l’ingiustizia a cui il mezzogiorno è sottoposto, per far inalberare la classe politica meridionale che è invece totalmente silente; inoltre tale percentuale è costantemente in discesa a favore delle regioni settentrionali.

Il concetto che i fondi europei siano aggiuntivi rispetto a quelli nazionale è un altro falso ideologico;  essi sono sostitutivi rispetto alla carenza dei fondi nazionali.

Siamo stati scippati in modo assurdo anche dei fondi Fas per la aree sottoutilizzate che sono stati destinati all’abolizione dell’Ici, a pagare le multe per lo sforamento delle quote latte da parte degli allevatori del nord, per organizzare il G8  di Anemone, per pagare la cassa integrazione soprattutto ai lavoratori delle fabbriche del nord.

Intanto nel 2013 i fondi Fas saranno aboliti, ma ne è rimasto solo il 50% senza che 1 euro sia ancora stato speso per il meridione. Anche la Regione Sicilia ci mette del suo, infatti invece di utilizzare tali fondi per investimenti, come sarebbe nella loro natura, con l’ultima finanziaria li destinati alla  stabilizzazione dei lavoratori  precari.

Anche la spesa per abitante ci illumina sulle disuguaglianze geografiche; nel 2007 Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia detengono il primato della maggiore spesa statale, mentre si collocano in coda Puglia, Campania e Veneto.

Tornando al settore dei trasporti emerge una realtà ancora più sconfortante, la spesa per il mezzogiorno è pari al 27% del totale nazionale, ed è  una percentuale che continua a decrescere poiché nel 2001 era pari al 32%; addirittura se consideriamo esclusivamente gli investimenti delle Ferrovie dello Stato la percentuale destinata al mezzogiorno è pari ad un misero  17,8%.

Dobbiamo credere alle sirene che ci parlano di miliardi di investimenti? sino ad oggi i fatti parlano chiaro mentre le parole vanno sempre in un altro senso .

Insomma Cristo si è fermato ad Eboli: come l’alta velocità!.