Confindustria: “La politica assistenzialista porta alla bancarotta”

Il presidente di Confindustria agrigentina Giuseppe Catanzaro ha rivolto un appello alla classe politica locale. Ecco il testo integrale.

La politica trasversalmente anziché cambiare passo e metodo, come i drammatici numeri richiedono, continua a praticare modelli negativi. Siamo chiamati a prendere atto del reiterarsi di scelte che hanno visto nel modello di sviluppo siciliano una sola costante : la crescita pervasiva e invasiva del settore pubblico, che ha prodotto debiti su debiti, disservizi e danni alle imprese, logiche clientelari, assistenzialistiche , parassitarie ed improduttive . Non possiamo non ribadire che sono gravi e per certi versi irreversibili le scelte di politiche che è bene ribadirlo nulla hanno a che vedere con il lavoro e lo sviluppo vero : impresa , lavoratori e reddito sociale . La finanziaria ultima – dichiara Catanzaro – anziché indicare le somme destinate al risanamento della finanza pubblica ed alla riduzione drastica della spesa prevede al contrario di pagare i debiti pregressi con ulteriori debiti. Angoscia sapere che oltre due miliardi di euro dei fondi FAS sono indicati per la “valorizzazione delle risorse umane e degli attrattori culturali” rischia di essere un’altra irreversibile e dannosa scelta. Questo modo di fare politica è noto a tutti ha rovinato la Sicilia. Pagare stipendi con l’uso di risorse pubbliche non fa ridurre la disoccupazione né sostiene lo sviluppo ciò è un fatto ormai provato per tutti . Così continuando gli stessi “lavoratori” si troveranno ancora una volta fra poco senza nessuna possibilità di uscire dal precariato “eterno” poiché le somme per l’assistenzialismo sono già trovate con il ricorso al debito. Tutto ciò – ha ribadito il rappresentante di Confindustria – sottrae risorse agli investimenti ed al sostegno del lavoro vero e duraturo che le imprese , al contrario , strutturalmente offrono come avviene nel resto del mondo evoluto. Il tema dello sviluppo è visto in troppi casi in funzione della intercettazione del consenso ed è proprio per questo che molte imprese non investono nella nostra realtà , altre se ne sono andate, diverse hanno chiuso ed altre se ne stanno andando . La politica deve rinunciare all’intermediazione del consenso e destinare le risorse verso le imprese sane e competitive che creano il vero e duraturo benessere sociale attraverso occupazione stabile e duratura . Catanzaro ha ribadito che non capire che è urgente ridurre la spesa , chiudere con la lunga stagione delle scelte parassitarie e clientelari, è gravissimo sul piano economico anche rispetto al federalismo fiscale che è alle porte e che ci costringerà al confronto con i costi reali della P.A. che dovrà alimentarsi da imposte e tributi che pagheranno le imprese ed i cittadini. La parte sana della politica che c’è e che apprezziamo valuti gli effetti dell’assenza di ricchezza generata nonostante l’ingente (miliardario in euro) uso delle risorse pubbliche destinate al precariato ed alla pseudo formazione nell’ultimo decennio. Speriamo che trovino tutti gli attori responsabili che sono impegnati in politica – ha dichiarato Catanzaro – il coraggio di ridurre la spesa pubblica, bloccare nuove assunzioni nella P.A. senza concorso e la creazione di nuovo precariato . E’ urgente , nell’interesse dei nostri giovani, cambiare marcia e passo. Dobbiamo prendere atto – ha concluso il Presidente di Confindustria AG – che anche l’ultima finanziaria introduce “annunci” di rigore e contenimento della spesa e nei fatti alimenta modelli che fanno allontanare la nostra economia dalle aree evolute dell’europa . Queste scelte continuano a danneggiare le nostre imprese che devono competere con altre realtà imprenditoriali che operano , al contrario, in contesti stimolati da politiche illuminate . La politica nonostante gli annunci non ha ancora prodotto fatti ad esempio in materia di celerizzazione delle procedure per sostenere gli investimenti sia pubblici che privati , di accesso al credito per le nostre piccole imprese e quando pagherà i debiti miliardari verso le imprese. I fatti , rileviamo, si materializzano in altre direzioni con l’uso di risorse pubbliche che peraltro non ci sono e quindi si ricorre ad altri debiti . Dobbiamo registrare – ha concluso Catanzaro – che anche l’ultima Finanziaria nonostante gli apprezzati sforzi di molti nel Governo e nel Parlamento siciliano non risponde alle esigenze di rilancio dell’economia siciliana. Al contrario proprio l’ultima finanziaria spiace rilevarlo ,ancora una volta, ha testimoniato il trasversale agire finalizzato ad offrire “risposte” ad un modello assistenziale che le finanze della Regione non sono più in grado di sostenere.