Tutti contro Muglia. Ora anche Calamita

“Leggo “anch’io esterefatto e divertito le stucchevoli” dichiarazioni del vicesindaco attuale Massimo Muglia che con disquisizioni poco credibili, e direi anche poco illuminate, sta a redarguire il PD di Agrigento assumendosi il ruolo di “politico progressista e innovativo”. Anzi egli stesso si pone al di sopra dei limiti di una scelta politica e ideologica, al fine altamente lodevole e nobile, di “servire la città” e non un partito”.

Così inizia una nota dell’ex assessore Calamita in risposta alle dichiarazioni del vice sindaco Muglia.

“Mi chiedo – prosegue Calamita nella sua nota – a quale titolo, quando definisce la battaglia vittoriosa del 2007, che portò come è noto alla sconfitta del candidato del PDL in favore dell’attuale sindaco Marco Zambuto, aggiunge alla definizione di battaglia l’attributo di “nostra”?

Dov’era questo signore quando c’erano tanti che con il sindaco Zambuto combattevano veramente questa battaglia mettendo come vessillo le loro facce di persone oneste e credibili?

A quale parte politica il prof. Muglia si appoggiava?

O preferiva starsene nascosto e fare, alla fine di tutto una programmata vicenda di alternanze inspiegabili da parte dell’attuale sindaco, una bella sorpresa alla città proponendosi come vicesindaco?

Certo gli Agrigentini adesso non potranno fare più a meno della sua opera meritoria, altamente incisiva, soprattutto, o forse essenzialmente, nel presiedere manifestazioni culturali varie al posto del sindaco Zambuto!

Vorrei ancora ricordare al Prof. Muglia che, lui assente, si sono svolte in questa città vicende veramente degne di grande rispetto come un’acclamazione corale, notevole ed entusiasta ad una forza cittadina che non aveva né più colore, né padroni, ma veramente esprimeva il consenso, la fiducia, la speranza degli Agrigentini, soprattutto dei giovani.

E la fiducia non era diretta solo a un sindaco come tale, ma ad una cambiata voglia di fare politica, o meglio di governare, che si avvaleva della collaborazione di tutti i cittadini al di là del loro colore politico.

C’è stata ad Agrigento nei primi sei mesi della giunta Zambuto una rinascita vera, un nuovo modo di concepire la gestione della città e i rapporti con le persone, E non c’è stato, come dice Muglia, il riscatto della sinistra su un passato anonimo ed “improduttivo”, ma l’apporto di una sinistra matura, attenta, capace di farsi da parte personalmente per far rifiorire finalmente ad Agrigento l’opera di un nuovo, veramente nuovo, primo cittadino.

Chieda in giro prof. Muglia, dato che non sa o finge di sapere, quale consensi, quale stima, quale fiducia avessero riscosso in quel periodo, ma ancora adesso, mi creda, i vari componenti della giunta, da Luparello, a Minacori,a Traina, a Tuttolomondo e al sottoscritto. E questi signori, ognuno con una propria dignità personale e politica, con una propria storia di responsabilità professionale hanno preferito, per non tradire i cittadini di Agrigento che a loro hanno dato fiducia, dimettersi, quando il sindaco Zambuto, promotore si dice coraggioso del cambiamento, ma in realtà poco resistente a questo cambiamento, si è consegnato nelle mani del potente di turno (dopo appena sei mesi).

Non è con le parole più  o meno arzigolate che si governa una città, ma con scelte coraggiose, anche impopolari o poco affini alle amicizie personali e clientelari dando così la certezza alla gente comune che si è tutti uguali e che tutti abbiamo gli stessi diritti e gli stessi doveri senza privilegio alcuno. E se la gente vede che il buon esempio viene soprattutto da chi ci governa accetta, condivide e cresce, culturalmente e socialmente.

Mi preme ricordarle che l’idea di una politica lontana dalle poltrone e vicina alla gente era venuta da quella giunta che ha anche rinunciato volentieri a tanti benefici per sentirsi parte della gente stessa” conclude Antonio Calamita.