Muglia: “Atteggiamento PD lascia esterrefatti”

“Assistiamo esterrefatti e divertiti allo stucchevole dibattito interno al P.D.”.

Lo dichiara il vice sindaco di Agrigento Massimo Muglia intervenendo sull’attuale situazione politico-amministrativa della città.

“Ci pare evidente e marcata – dice Muglia – la differenza tra chi ha una sensibilità forte, moderna ed illuminata nei confronti del territorio e delle istituzioni e tra chi, al contrario, rappresenta un’espressione retriva certamente non progressista, che non si rassegna al “crollo dei muri” e, nostalgici dell’ortodossie breznieviane, pensa ancora a come utilizzare le istituzioni invece di servirle.

Siamo convinti – prosegue il vice sindaco di Agrigento – che le espressioni fortemente innovative all’interno del P.D., alla fine, prevarranno e renderanno ancora più forti le ragioni dello stare insieme per servire la città e non per servirsene.

Da parte nostra riconfermiamo il valore della battaglia vittoriosa del 2007. Le motivazioni alte ed i valori che ci hanno uniti furono compresi dai cittadini agrigentini che, per la prima volta nella storia “postunitaria”, non votarono secondo le appartenenze e non si asservirono ai potenti.

Non riteniamo di essere stati, come qualcuno dice gli “sdogana tori” di voti post comunisti, ma certamente alla sinistra tutta abbiamo consentito – chi lo nega o è uno sciocco o è in mala fede – di vincere assieme a noi per la prima volta in una città moderata, considerata, per il vecchio centrodestra, inespugnabile.

Una città  dove per un cinquantennio una sinistra parolaia autoreferenziale, improduttiva, povera di contenuti ma ricchissima di arzigogolate e bizantine discussioni era stata bocciata sempre dall’elettorato con risultati risibili e talvolta offensivi.

Il riscatto della sinistra agrigentina – spiega Massimo Muglia – è avvenuto nel 2007 grazie all’alleanza con un Sindaco giovane, popolare, espressione più autentica della miglior parte di questa città.

Ci sembrava che finalmente la sinistra avesse trovato la rotta giusta nel segno della ricostruzione morale e civile di Agrigento, che assieme a noi, che abbiamo certamente un’altra storia politica e un’altra formazione, avrebbe condiviso un progetto di rinnovamento etico ed un modello di governo per i tempi nuovi.

Siamo rammaricati dal “disagio” che invece abbiamo provocato in alcuni di loro, non ci piace un partito “disagiato“ ma un partito che ritrovi presto le ragioni della sua presenza nella storia politica della città e della provincia. E con un sindaco che non deve cimentarsi in equidistanze e vicinanze: questo è un tema che appartiene alla geometria ma non alla politica.

Il sindaco rappresenta compiutamente la coalizione che lo sostiene, sublima in fatti, condotte ed esemplari atti di pedagogico valore i contributi di tutti; e quello che infastidisce qualcuno è che si sia sentito superato a “sinistra” temendo e non sopportando confronti in tema di modernità e rivoluzionari comportamenti.

Siamo convinti che tre, quattro, cinque assessori al P.D. per acquietare i suoi tanti pretendenti non siano sufficienti, e questo li accomuna, in un esplicito moto di solidarietà, all’U.D.C. di Cuffaro.

Il nostro auspicio rimane quello che Adragna, Bonomo, Masone, Pistone, Luparello e assieme al serio e composto gruppo consiliare di Calabrese, Lauricella e Galvano, assieme a tutte le altre sensibilità interessate al bene della città, riescano a far maturare un’ampia convergenza interna per costruire assieme a noi la città del bene comune” conclude Muglia.