Luparello interviene sulle dichiarazioni di Muglia

Riceviamo e pubblichiamo la risposta di Piero Luparello alle dichiarazioni del vice sindaco Muglia

Che il Prof. Muglia si fosse ritagliato il ruolo di provocatore ci era apparso chiaro nell’ultimo incontro ufficiale avuto con il Sindaco Zambuto.

Il nervosismo manifestato in quell’occasione lo abbiamo interpretato come una comprensibile ed umana preoccupazione per la poltrona di Vice Sindaco, che la formazione della “giunta delle responsabilità” avrebbe potuto mettere seriamente a repentaglio.

Certamente Muglia è un uomo fortunato e navigato e, nella migliore delle ipotesi, un ottimo professionista della politica, potendo annoverare nella sua carriera incarichi prestigiosi ricoperti sotto le più disparate bandiere, assessore provinciale nella giunta Vivacqua di centrosinistra, Presidente dell’ATO Gesa  AG2, Vice Sindaco della Città di Agrigento, tutti cumulati senza essersi mai candidato ad alcuna elezione.

Forte del suo pedigree dispensa oggi giudizi sul Pd di Agrigento, facendo, a suo modo, la lista dei buoni e dei cattivi.

Oggi il PD di Agrigento, che raccoglie quelle forze che furono determinanti nell’elezione di Zambuto – dai DS, alla Margherita, all’Udeur, da Luparello a Calamita, ritiene che la composizione dell’attuale giunta unita alla ambiguità della proposta del sindaco Zambuto, siano da ostacolo ad un coinvolgimento del partito.

Questa è la linea ufficiale del PD di Agrigento, che sintetizza le diverse e differenti posizioni espresse nell’ultimo Coordinamento Cittadino.

Ribadiamo quanto abbiamo già detto al Sindaco nei due incontri ufficiali: chiarezza sui programmi, sulle alleanze e sulla composizione della Giunta.

Questa chiarezza finora non c’è stata, il Sindaco è passato dalla Giunta con tutti, alla giunta di chi arriva per primo, e non è un caso che ad arrivare per primo sia stato il PDL, alla cui area si iscrivono ben otto assessori su dieci, compresi il Sindaco e il Vice Sindaco.

Dopo aver ossequiosamente rispettato gli equilibri del PDL, il Prof. Muglia si inalbera perché  il Pd mette in evidenza questa forte connotazione partitica dell’attuale giunta, quasi monocolore PDL, che nulla ha a che vedere con l’annunciata “giunta delle responsabilità” e men che meno tiene conto della “centralità del PD” più volte richiamata da Zambuto.

A Muglia, che nel suo ragionare rancoroso non esita, con la sicumera tipica di chi non ha rispetto delle posizioni politiche altrui, a fare la lista dei retrivi e dei progressisti, ricordiamo sommessamente ma con fermezza, che le forze che hanno dato vita al PD, in particolare gli ex DS, l’UDEUR e Piero Luparello, sostennero sin dalla prima ora l’ex segretario provinciale dell’UDC Marco Zambuto, creando un caso politico che salì alla ribalta della cronaca politica nazionale.

E ricordiamo ancora a Muglia che non fu certamente lui, peraltro neanche candidato, o Zambuto a “consentire alla sinistra di vincere”, bensì gli agrigentini che in quell’alleanza di partiti e movimenti, sapientemente condotta da Zambuto, videro l’opportunità di sperimentare un’alternativa a quel blocco sociale che aveva ininterrottamente governato la città e che da ultimo si riconosceva nel centrodestra.

Noi così  l’abbiamo vissuta e così ci piace raccontarla: un movimento di popolo che virava decisamente verso il cambiamento.

Il Sindaco quell’alleanza l’ha accantonata dopo pochi mesi, quella nuova stenta ancora a decollare e attualmente ha il volto di un monocolore targato PDL.

Questi sono i fatti, il resto sono elucubrazioni del novello politologo Muglia, che prima di preoccuparsi di liquidare la storia della sinistra agrigentina con poche frasi ad effetto, farebbe bene a riflettere sulla proprio percorso politico, quello  si spiccatamente autoreferenziale

Non è un problema di posti in giunta ma di credibilità  di un progetto che per il Partito Democratico ancora non c’è.

Che Muglia si stupisca del fatto che il Pd abbia deciso di non entrare in giunta, non ci sorprende affatto, lui di certo non si è mai fatto pregare.