Fontana presenta interpellanza urgente sul patto di stabilità per i comuni sciolti per mafia

E’ stata discussa oggi alla Camera dei Deputati l’Interpellanza urgente presentata da alcuni parlamentari del Pdl, primo firmatario l’ on. Vincenzo Fontana del Pdl,ai Ministri dell’economia e delle finanze e dell’interno, in merito alla situazione in cui si trovano attualmente 15 comuni che sono costretti ad  affrontare le conseguenze del rispetto delle disposizioni in materia di patto di stabilità interno per i comuni precedentemente sottoposti alle misure di rigore di cui all’articolo 143 del decreto legislativo n. 267 del 2000.

Tra questi sono ci sono due comuni siciliani interessati, Campobello di Licata, in provincia di Agrigento, e Terme Vigliatore, in provincia di Messina, e a tal proposito l’Anci Sicilia ha dichiarato che il rispetto del patto di stabilità nelle amministrazioni locali, che dopo essere sciolti per infiltrazioni mafiose tornano alla normale amministrazione, è un’impresa del tutto impossibile.

Nell’interpellanza, l’on. Fontana ha spiegato che il commissariamento e il conseguente intervento di natura finanziaria, che destina somme per la realizzazione o manutenzione di opere pubbliche, riconosce, di fatto, ai comuni interessati una situazione di difficoltà, in quanto il comune sciolto per mafia non è soggetto al patto di stabilità e riceve dallo Stato fondi straordinari; che i problemi reali nascono quando si torna alla normale gestione con l’elezione di nuovi organi istituzionali che devono rispettare i parametri del patto e, in più, gestire il peso economico della precedente gestione straordinaria; che l’attuale meccanismo non consente di ristabilire nei comuni una vita amministrativa del tutto regolare, con conseguenze che si ripercuotono negativamente sugli organi neoeletti, sul sistema ordinario di gestione e, soprattutto, sui bilanci; che i comuni che si trovano in questa condizione si trovano obbligati a violare le norme sul patto di stabilità, assumendo dirette responsabilità amministrative e contabili in capo agli organi e ai funzionari preposti.

Per tali motivazioni l’on. Vincenzo Fontana ha chiesto se il Governo, alla luce del vigente quadro normativo, dell’irrazionale rapporto che si è venuto a determinare tra le disposizioni di favore previste per i comuni sottoposti

misure di rigore, delle disposizioni di finanza pubblica e delle norme sull’ordinamento finanziario e contabile, dei pesanti effetti del blocco dei pagamenti per spese d’investimento contrattualmente assunte durante il periodo commissariale, non ritenga di intervenire rapidamente, per trovare una soluzione che ponga fine a una situazione che potrebbe rivelarsi assolutamente disastrosa, attraverso misure idonee a sterilizzare, agli effetti del patto di stabilità interno, gli interventi finanziati con le provvidenze previste dai commi 704 e 707 della legge n. 296 del 2006, assumendo come valori di riferimento per la determinazione degli obiettivi le risultanze dell’esercizio finanziario precedente a quello in cui l’ente è stato assoggettato ai vincoli del patto e armonizzando il quadro dei valori in prossimità dell’ingresso nella gestione ordinaria.

Il sottosegretario all’Economia e Finanza, on Alberto Giorgetti, nella sua risposta ha riconosciuto la serietà della questione posta dall’interpellante, condividendo le preoccupazioni per la situazione che si trovano ad affrontare questi comuni quando ritornano alla gestione ordinaria, dopo le elezioni. Il sottosegretario ha confermato di conoscere il problema, di avere già preso contatti con alcune di queste amministrazioni e di avere posto in essere una fase di confronto con i comuni interessati per  sbloccare le risorse finanziarie senza derogare al patto di stabilità.

Il Governo, ha concluso l’on. Giorgetti, si farà carico di varare un provvedimento che consenta a questi comuni di superare questa pesante impasse trovando nel contempo una soluzione che trovi la copertura dell’intervento.