Suola e società, Calamita interviene sull’Ambrosini di Favara

antonio_calamita2In diverse occasioni ho avuto modo di avere contatti con la Scuola Ambrosini, il suo preside ed alcuni alunni e professori  della scuola stessa e la mia opinione condivisa da chi ha partecipato, fruendo della loro disponibilità,alle circostanze che ci hanno visto collaborare per un fine importante, è stata molto positiva, soprattutto per quanto riguarda la voglia di “crescere” e di inserirsi con maturità ed impegno nella società del lavoro e delle responsabilità. Non ultima la loro partecipazione come scuola alberghiera attiva e presente gratuitamente alle richieste della città, alla 7^ Mezza Maratona della Concordia Città di Agrigento, esperienza già fatta negli anni passati dove sono emerse la disciplina, la competenza professionale, la maturità di questi alunni, ragazzi di 14-18 anni, che con il loro lavoro e la loro esperienza nel caMpo della cucina, della preparazione ed organizzazione degli eventi, hanno veramente meravigliato tutti i presenti.

Stesso atteggiamento in un’altra occasione, ripetuta negli anni, che vedeva un gruppo numeroso di signore, alle prese con ricette di cucina e fornelli, coordinato oltre che dagli chefs soprattutto dagli alunni della scuola competenti ed impegnati e disponibili al massimo, nonostante in un orario scolastico ritardato fino a sera inoltrata.

Lo stesso devo dire del personale tutto della scuola a partire dagli ausiliari a finire, con gran merito dello stesso, al Preside. Sono convinto che questo atteggiamento da parte di tutta la scuola è frutto di impegno e volontà costante, di studio e voglia di formazione continua, sia del bagaglio culturale che di quello, certo più importante, che è la formazione della persona, del suo carattere, del suo approccio positivo al mondo del lavoro, del suo inserimento attivo nella società. Perciò, detto questo, tanta meraviglia ha suscitato in me e negli altri che li hanno conosciuti, l’eco negativa che tramite i mass-media ha devastato l’opinione pubblica per un recente fatto accaduto all’Ambrosini di Favara. Non voglio entrare nel merito all’accaduto, certamente spiacevole e disdicevole per un istituto di formazione, ma non posso fare a meno di evidenziare che non è la “bricconata” di due, tre ragazzini, evidentemente mal consigliati dalla loro “esuberanza ad adolescenziale” e che certamente hanno sbagliato e meritano di riflettere seriamente sulla loro azione stupida e immatura, che possiamo dimenticarci degli altri mille e più alunni. Questi ragazzi, dovremmo ricordare, hanno scelto questa formazione per avere la possibilità un domani lavorando anche duramente di riscattarsi da questo nostro territorio, povero e molto spesso abbandonato da chi invece dovrebbe seriamente farsene carico responsabile. I loro insegnati sono persone di notevole spessore professionale che con sacrifici e molta pazienza e buona volontà spesso hanno scelto di insegnare lì, dove maggiormente c’è bisogno del loro impegno e della loro umanità, perché hanno da fare con ragazzi di tutte le estrazioni sociali e non è semplice oltre che educarli, incoraggiarli e far emergere in loro soprattutto la dignità di uomo, in ambienti dove molte volte la dignità umana è l’ultima cosa.

Perciò non vanifichiamo con accuse, dichiarazioni pesanti e considerazioni oltre misura il lavoro difficile, costante e serio di tutta una scuola che, sia negli alunni che nella classe insegnante e non, che nella persona del capo d’Istituto, da questa ventata di maldicenze si è sentita molto umiliata e offesa. Non si può vanificare il lavoro di tanti per un episodio certamente scorretto, ma sicuramente non percepito nella sua gravità, di due tre ragazzi i quali sicuramente saranno richiamati a riflettere a capire e spiegare e poi, avendo percepito la pesantezza dell’azione, invitati a chiedere delle scuse responsabili e coscienti alle persone offese, a chi di dovere, ma soprattutto alla scuola e alla moltitudine dei loro compagni.

Antonio Calamita