L’orma del lupo

orma_lupoGrande successo di pubblico e di critica alla presentazione del libro “L’orma del Lupo” di Vito Catalano, svoltasi il 4 Marzo presso la libreria Capalunga ad Agrigento.
L’opera prima di Vito Catalano è stata presentata dalla prof.ssa Rosalia Centinaro e dal dott. Alessandro Accurso Tagano che hanno introdotto l’intervento dell’autore a cui ha fatto seguito un dibattito aperto al pubblico presente.
La presentazione del libro si è conclusa con le firme da parte dell’autore ai libri acquistati dai presenti.
Il libro è stato molto apprezzato da chi lo aveva già acquistato.
Riportiamo in seguito una stralcio dell’intervento del Dott. Alessandro Accurso Tagano.
Vito Catalano, nipote d’arte, ha raccontato un fatto di cronaca realmente accaduto, guidando il lettore attraverso boschi incontaminati, antri oscuri, atmosfere cupe e misteriose, luoghi fisici che diventano metafora delle proprie paure, magari fino a quel momento sopite, non emerse: realtà e fantasia, verità e falsità, vittime innocenti ed intrighi si incrociano e si confondono tra loro.
Siamo nel XVII secolo: un lupo vorace fa razzia di pecore, di bambini, di donne e di uomini, nei dintorni di un paese dell’entroterra siciliano; un paese di montagna, con dei boschi descritti in modo talmente realistico che, immersi nella lettura, sembra di percorrerli “dal vivo”: si sentono addosso i rovi, i rami, il profumo della terra, l’umidità del sottobosco. Il paesello con strade sterrate è tipico del tempo, con la piazza, una chiesa, un’osteria e tante case che oggi chiameremmo “monolocali”; sullo sfondo, i campi.
A dominare il racconto non è solo l’ambientazione, ma anche il clima tipico del Seicento, con tutte le sue ombre…
Serpeggiante, velenosa, compare sempre, inevitabilmente, la maldicenza, tipica, in realtà, di ogni tempo e di ogni luogo; quando essa si accompagna alla superstizione, alimenta con forza la credenza sull’esistenza di presunti uomini-lupo, streghe, stregoni e iettatori.
Ma ancora una volta, il male si rivelerà essere laddove non si pensava, laddove ci si sentiva più al sicuro da ogni contaminazione…
Il lupo si è vestito ancora una volta, più che mai, di agnello…