Le strade groviera?

buca_stradaleCaro direttore, in relazione all’articolo pubblicato in data 09/03/2010 da codesta testata giornalistica concernente le numerose segnalazioni circa le pericolose buche presenti sulle strade agrigentine, desidero esprimere la mia opinione a riguardo corroborata anche da personale esperienza. La buca di cui si parla nell’articolo l’ho beccata qualche giorno fa e devo ribadire che non si riesce a vederla specie quando piove, fortunatamente sia io che l’auto ne siamo usciti indenni: quel giorno procedevo tranquillamente vista la pioggia quando, improvvisamente, vedo la mia macchina abbassarsi di colpo dal lato destro e contemporaneamente alzarsi una nuvola d’acqua che schizza dappertutto.

Era quella schifosissima buca.

Ma il mio viaggio è continuato a San Leone dove mi son trovato a percorrere il tratto stradale che dal piazzale Aster conduce fino allo stabilimento di P.S.: constatate con i vostri occhi, anzi, con le vostre auto, le enormi buche presenti sul manto stradale; io le ho potute evitare, spero che altri di voi facciano lo stesso. Ci pensate se in quelle strade, sia a San Leone che nel viale alberato sotto il tempio della Concordia, o in qualche altro luogo, i si trovi chi, per evitarle, compie all’improvviso una brusca manovra mettendo a repentaglio la propria incolumità e anche quella degli altri utenti della strada vada?

E se magari in quelle buche va a finire un ciclomotore o qualsiasi altro dueruote? In tutti questi casi ci troveremo forse a piangere l’ennesima vittima delle strade? E dopo a chi verrà data la colpa? Al guidatore che si trova a passare per caso su quelle strade e che non vede la buca anche se procede adagio?

Che dovremmo fare per evitare queste pericolosissime buche?

Affidarci all’esperienza personale  o di chi ci è già andato a finire dentro senza gravi conseguenze e che ci ha portato a conoscenza dell’esatta ubicazione delle buche stesse? Forse qualcuno di voi aggiungerà qualche altra strada che adesso non ricordo o che non ho percorso ultimamente.

Avete fatto caso come è stato riparato il ponte Morandi? Non hanno ancora “avuto il tempo” (forse aspettano il prossimo morto o i prossimi morti) di metterlo in sicurezza e pensate che possano “perdere” del tempo a rattoppare quelle quattro ( o forse 8, o forse 16, o forse chissà quante……..) buche che costellano le nostre martoriate strade? Ma vi è capitato di percorre la strada che dal quartiere San Giusippuzzu porta all’ ospedale di Contrada Consolida?

Chi sfortunatamente si trova a percorrerlo su un’ambulanza per dirigersi al nosocomio (o chi viceversa dalla zona industriale o dell’ospedale si dirige verso il suddetto quartiere) deve avere pure la fortuna di non avere ripercussioni fisiche derivanti dai sobbalzi del mezzo che, di conseguenza, il conducente deve essere abile ad evitare pur avendo, magari, una certa fretta nel raggiungere l’ospedale.

A riguardo ricordo che in una riunione tenutasi nella sala giunta del Comune di Agrigento nell’aprile 2009 alla quale hanno partecipato, tra gli altri, i vertici dell’azienda ospedaliera di Agrigento e del comitato di quartiere della frazione di San Michele (quest’ultimi, secondo me, senza colpe), il Comune e la Provincia (di cui in quell’occasione ometto i relativi rappresentanti, noti, però, a tutti) hanno annunciato alla stampa i primi e importanti provvedimenti per la sistemazione di quel tratto stradale che porta verso l’ospedale: ebbene?

Dall’aprile 2009 alla data odierna avete per caso intravisto questi provvedimenti? Forse sono stati adottati così velocemente che centinaia e centinaia di persone non se ne siano accorte? O forse devo ringraziare i riflessi di mio cognato che proprio su quella strada, in piena notte, ha evitato un bel tondino in ferro (tra quelli utilizzati come armatura dei pilastri in cemento) piantato nel bel mezzo della carreggiata (residuo, forse, di qualche precedente scavo)?

Comunque, cari lettori, non possiamo consolarci solamente con gli alberi (tra l’altro tagliati male) che il Comune ha provveduto a fare segare dal ciglio di diverse strade: per carità, potevano essere si pericolosi in quanto impedivano la visibilità o perchè magari le radici stavano per sollevare il manto stradale, ma almeno si abbia la buona volontà di procedere alla riparazione delle altre strade che si presentano in condizioni pietose, alcune di esse importanti come quella che porta all’ospedale (ma tutte le strade sono importanti).

E’ alquanto difficile sentirsi rispondere dagli organi preposti che per il ponte Morandi e per la altre strade non si trovano i necessari fondi per far fronte alle relative riparazioni e messa in sicurezza. Ogni anno ci si arrovella i cervello e si fa tutto il possibile per reperire quel migliaio di euro per dar vita, ad esempio, ad una sagra le cui aspirazioni annuali sono quelle di richiamare il maggior numero di turisti possibile ma che, invece, non attira più come una volta. Sia chiaro: non voglio qui stigmatizzare del tutto una manifestazione che potrebbe essere certamente utile all’immagine e, volendo, anche all’economia della città, ma credo, come molti altri agrigentini da me interpellati che contribuiscono a formare una communis opinio, che se manifestazioni di questo genere o altre similari venissero a volte sospese, ciò che si risparmia può essere ampiamente impiegato per altri scopi come, ad esempio, la manutenzione stradale.

Ricordate, a a tal proposito, lo stato del manto stradale della via Atenea  su cui hanno fatto sfilare i gruppi folcloristici per la sagra appena trascorsa? E allora: sarebbe un piccolo ma importante passo se, chi di dovere, si adoperi nell’attuare quei provvedimenti che mirino a restituire, quantomeno, un immagine leggermente più decorosa della città dove si possa dar vita a qualsiasi tipo di iniziativa pubblica: a cominciare dalle strade, dove la maggior parte delle manifestazioni si svolgono.

Sia comunque ben chiaro: le strade devono essere sistemate al meglio soprattutto per garantire l’incolumità di chi ne usufruisce sia a piedi che con mezzi meccanici. Solo successivamente possono contribuire a far fare bella figura al luogo nel quale si trovano.

La ringrazio, caro direttore, per lo spazio concessomi. Buon lavoro.

Daniele Coco