Dalla Valtellina: “Non vogliamo favaresi a lavorare qui”. Intervento di Nino Bosco

nino_bosco3“Avevo già espresso la mia solidarietà alle forze dell’ordine e la condanna del gesto compiuto da un gruppo di giovani nei giorni scorsi. Non mi sarei, in ogni caso, aspettato che tutto ciò potesse divenire motivo per innescare una spirale di dichiarazioni sopra le righe”.

Lo dichiara l’on. Nino Bosco a proposito della presa di posizione di un albergatore della Valtellina che ha chiuso le porte ai giovani dell’Ambrosini di Favara dopo gli episodi che hanno visto un gruppo di studenti contestare i rappresentanti delle forze dell’ordine intervenuti per un incontro-dibattito in istituto.

“Difendo l’intero istituto alberghiero Ambrosini, un fiore all’occhiello di tutta la provincia, il quale ha sempre sfornato fior di professionalità che hanno saputo affermarsi, negli anni, in Italia e all’estero. Rimanendo, quindi, ferma la mia condanna di gesti, tanto ignobili quanto isolati e per questo non esemplari, debbo comunque stigmatizzare l’intervento campanilista della senatrice della Lega  che ha strumentalizzato l’episodio per un’ennesima dichiarazione antimeridionale. Ma ancor più pericolosa è la presa di posizione di un albergatore della Valtellina il quale ha inviato una comunicazione con la quale “avvertiva” che non avrebbe mai assunto giovani provenienti dall’Ambrosini di Favara, cioè da quell’istituto che ha diplomato chef ormai famosi e rinomati nel mondo.

Non si può sicuramente pensare di tacciare lo stesso istituto e, soprattutto, un’intera città di pratica dell’illegalità a causa di singoli e incontrollabili episodi” conclude Nino Bosco.