La scuola dell’ascolto attivo il cic in due istituti di Agrigento

L’ascolto oggi è sempre meno abituale, sempre più difficile, sempre più banalizzato, sommerso com’è dai rumori del quotidiano, dalle televisioni, dalla musica, dalla tecnologia, dalla fretta, dagli egoismi, dal silenzio. Monadi chiuse nel loro piccolo mondo, i giovani sono indotti a porre un diaframma tra sé e gli altri, a comunicare sillabando sms o attraverso quei mondi virtuali in cui per la interazione di parole volanti stabiliscono contatti che credono relazioni, si rivolgono a ipotetici “amici”, pensano di potere abbracciare il mondo. E nel frattempo la parola detta si rinsecchisce, si disarticola, si sottrae all’universo della comprensibilità.

Ma per la sua imprescindibile funzione didattica la parola vibra ancora tra le pareti delle aule scolastiche. A partire dall’antichità la conoscenza passa attraverso la parola, mezzo privilegiato di trasmissione, strumento di consapevolezza e trampolino di sopravvivenza.

Lo spirito di poeti e filosofi si annida tra le pieghe della voce e punta là in fondo, verso quel ragazzo stanco che non si fa domande e pensa che tutto è inutile, e soprattutto i libri, o verso quell’altro sveglio che non smette di porsi domande anche se non trova le risposte e sa gustare l’incanto di quelle mura grigie che proiettano nel passato, permettono un incontro altrimenti impossibile, un confronto, e danno senso al tempo che passa e che non muore.

La cultura dell’ascolto si radica nel presente anche attraverso il confronto diretto, il dialogo instaurato sulle problematiche personali, che ostacolano talora il processo conoscitivo dei giovani o non ne permettono la maturazione. Non a caso l’ASP (ex ASL) di Agrigento ha istituito lo “sportello ascolto” presso gli istituti che hanno deciso di attivare il progetto nella consapevolezza che la scuola abbia il dovere di favorire il benessere psico-fisico dei giovani per una formazione complessiva della personalità. All’Isituto Professionale E. Fermi e al Liceo Scientifico e sociopsicopedagogico “R. Politi” gli “sportelli ascolto” coordinati rispettivamente dalla Docente referente prof. Ssa Passarello e dalla prof.ssa Messina, nonché, per l’ASP, gruppo di prevenzione, dalle Dott.sse Gabriella Miccichè e Dott.ssa Angela Bruno, registra un’utenza particolarmente ampia assolvendo pienamente la sua funzione anche nel quadro della prevenzione della dispersione scolastica. E’ uno spazio sereno e stimolante nel quale, sotto la guida di uno psicologo, il ragazzo rielabora la propria esperienza e le proprie insoddisfazioni traducendole in una spinta positiva alla crescita e all’autostima.

Il coinvolgimento dei docenti e delle famiglie rafforza inoltre la motivazione all’ascolto con ripercussioni positive nel contesto non solo scolastico ma anche socio-affettivo.

La scuola dell’ascolto, imperniata sull’ascolto nella sua funzione pedagogica, didattica e psicologica, conferma la sua portata socio-culturale e psico-affettiva coltivando la parola e proteggendola dalle sempre più frequenti incursioni dell’indifferenza e della superficialità.

Di Angela ed Anna Maria Bruno, psicologa ASP e docente ist. Psicopedagogico Politi Agrigento