Il teatro della Valle, il pensiero di Nino Bosco

nino_bosco3La marginalità che condiziona Agrigento e la sua vasta provincia, rappresenta un forte limite al suo sviluppo, oltre che un danno per i suoi residenti e soprattutto per i tanti giovani che sempre più rivolgono le loro attenzioni verso realtà meglio rispondenti alle ambizioni lavorative e professionali che li alimentano.
Sic rebus stantibus, politica e istituzioni sono chiamate in causa in maniera determinante e decisa per la proposizione e sponsorizzazione oltre che per il sostegno di tutte quelle iniziative e quei servizi in grado di dar nuova luce e nuovi stimoli ad un territorio di cui tutti riconoscono l’enorme potenziale ma in cui la farraginosità burocratica continua purtroppo, ancora oggi, a porre un freno se non addirittura a bloccare e inibire in nuce ogni e qualsiasi idea di rilancio e promozione del territorio stesso.
Il Teatro Valle dei Templi, per esempio, da oltre dieci anni risponde ad una domanda di internazionalizzazione del territorio Agrigentino e del suo patrimonio artistico-monumentale, attirando annualmente migliaia di turisti e visitatori da ogni parte del mondo grazie ad una programmazione articolata e varia e di grande spessore culturale.
La riconferma della Piana San Gregorio quale sito idoneo per la realizzazione di grandi eventi dal vivo si combina perfettamente con l’impegno a dotare la città dei Templi di un aeroporto, opera indispensabile per inserire la stessa all’interno di un circuito più ampio in termini di movimenti turistici e conseguente sviluppo di tutti quei servizi che rendono tanti altri siti, anche in ambito regionale, facilmente raggiungibili e quindi alla portata dei flussi di vacanzieri in ogni periodo dell’anno.
Certo se l’ente pubblico oggi riconosce di non poter sopportare ed organizzare manifestazioni oltre 1000 spettatori e grandi eventi per svariati motivi burocratico-amministrativo, non c’è motivo di proibire al privato che ha già ampiamente dimostrato da anni di poterlo e saperlo fare?
In tal caso a pagarne le conseguenze sarà sempre il territorio agrigentino che  certamente oggi non vive in condizioni competitive, totalmente distaccato dai  mercati nazionali ed internazionali, regredendo sempre più nell’elenco delle città a miglior vivibilità.