L’aeroporto negato: quale sviluppo per Agrigento?

rino-la-mendolaIl Presidente dell’Ordine degli Architetti  Rino La Mendola esprime  piena solidarietà al Presidente della Provincia Eugenio D’Orsi, il quale protesta giustamente contro la “politica del non fare” o meglio “dei veti incrociati”; una politica che continua ad imperversare, impedendo la realizzazione di un’infrastruttura assolutamente indispensabile per il rilancio socio-economico della Sicilia centro-meridionale. Ma, in provincia di Agrigento, è molto più facile realizzare un rigassificatore (che magari non produrrà significativi effetti economici di livello provinciale, ma soprattutto servizi per la penisola), rispetto ad un aeroporto di terzo livello, che costerebbe meno di tre chilometri di autostrada e che potrebbe fruire dell’utenza agrigentina e parte di quella nissena, promuovendo il rilancio socio-economico della provincia di Agrigento e più in generale della Sicilia centro-meridionale.

Ma, quando si parla di aeroporto ad Agrigento, cominciano a venire fuori veti incrociati, strani  studi o bilanci costi-benefici o, ancora, valutazioni catastrofiche sulla sostenibilità economica. Mi chiedo, continua La Mendola, come mai questi studi non vengono fuori per l’aeroporto di Birgi, considerato che Punta Raisi è raggiungibile da Trapani in meno di un’ora; mi chiedo come mai questi sudi non vengono fuori per l’aeroporto di Comiso, dove quello che dovrebbe essere un fondamentale elemento di  non sostenibilità (è vicinissimo a Fontanarossa) viene trasformato in un fatto positivo: infatti,  lo scalo di Comiso viene  considerato prezioso, non solo   per i trasferimenti Cargo nazionali ed internazionali, ma anche quale valida alternativa a Fontanarossa in  caso di  temporanea chiusura dello scalo catanese per  scarsa visibilità, causata dalla vicina presenza dell’Etna: insomma  nella Sicilia orientale, ma anche in quella occidentale (Trapani –Birgi),  la politica  dei veti incrociati  viene sconfitta  dalla ragionevolezza e dalla coesione della classe politica, a prescindere dai colori  di appartenenza, mentre ad Agrigento continua ad accadere il contrario.

Ma oggi, finalmente, questo Presidente della Provincia sta mettendo a nudo  la debolezza  dell’agrigentino nel difendere i propri diritti, stimolando comunque in esso  una reazione, dapprima con la marcia lungo il Viale della Vittoria dello scorso mese di novembre e, adesso, insendiandosi in tenda, davanti il suo ufficio, per protestare  senza timori reverenziali  contro quella cultura dei veti incrociati che, tutti insieme, dovremmo debellare. Se non sconfiggeremo questa cultura, conclude il Presidente Regionale degli Architetti,  Agrigento non riuscirà a sfruttare la sua eccezionale collocazione geografica  per assumere, all’apertura del mercato del libero scambio, il ruolo di cerniera dei mercati euro-mediterranei; ruolo che potrà essere recitato autorevolmente solo se il territorio provinciale verrà dotato di un aeroporto e  di un Porto in grado di consentire l’attracco delle grosse imbarcazioni commerciali   e delle navi da crociera che transitano nel Mediterraneo.