Chi pensa ai consumatori?

foto aCaro direttore, credo che ogni persona dotata di un minimo di logica, prima di procedere all’acquisto di un qualsiasi oggetto, vaglia le varie offerte pubblicizzate a mezzo stampa o tramite mass-media dai negozi o centri commerciali sparsi un pò ovunque.

Ho visitato vari esercizi commerciali alla ricerca di un cellulare soffermandomi anche su Ebay, noto sito sul commercio on line, constatando che il cellulare da me desiderato aveva un prezzo leggermente altino rispetto al budget disponibile. Devo anche aggiungere che per un paio di volte ho dato uno sguardo anche al volantino on line del centro commerciale “Auchan” di Palermo, dove il cellulare aveva un prezzo di € 179,90, cifra che rientrava nelle mie possibilità. Ho quindi deciso di temporeggiare ancora nell’attesa che anche su Ebay o qualche negozio dell’agrigentino vendesse il cellulare alla stessa cifra o inferiore, vuoi anche per non andare a Palermo e rimetterci anche il prezzo del carburante.

Con mio grande piacere, un paio di giorni fa mi è giunto via posta un volantino di un negozio a pochissimi chilometri dal centro di Agrigento: ho sfogliato le varie pagine e ho trovato proprio il cellulare che mi interessava a  € 179,90. Questa mattina alle ore 09:00 in punto (ovvero orario di apertura del centro) mi sono recato presso il negozio indicato sia perchè la vendita promozionale iniziava proprio il 27-02-2010, sia perché il cellulare in oggetto ha fatto registrare un grosso volume di vendita temendo quindi che qualche altro consumatore avesse potuto avere la mia stessa idea.

Giunto presso il reparto telefonia ho atteso il mio turno poiché c’era già un signore che mi precedeva. Dalla conversazione tra il signore e l’addetto alle vendite, ho appreso, anche dalle testuali parole del venditore, che quel cellulare non era ancora stato spedito a quel punto vendita  e che sarebbe arrivato probabilmente a metà della prossima settimana. In quel momento qualche pensiero strano mi è girato per la mente, rimanendo perplesso sul fatto che quel cellulare non fosse ancora arrivato sebbene la promozione indicata nel volantino lasciava intendere il contrario.

“Peccato, sarà per un’altra volta”, ho pensato. Quindi, voltate le spalle, mi sono diretto verso l’uscita quando, ad un tratto, la mia attenzione si è rivolta verso le pacate ma sentite rimostranze di un terzo signore che aveva chiesto notizie circa quel cellulare. Ebbene, con mia grande sorpresa ma con un certo sdegno, ho appreso che il terzo signore si era recato, già ieri sera 26-02-2010 alle ore 19:50, ovvero pochi minuti prima della chiusura, presso il punto vendita in questione ed aveva constatato che di quel cellulare ce n’erano diversi esemplari in vendita al prezzo pieno di € 199,90 ma che non aveva comprato proprio perchè aspettava l’inizio della promozione.

Alle rimostranze di quel signore si sono così aggiunte le mie: entrambi abbiamo chiesto spiegazioni di come fosse possibile che la sera del 26-02-2010 prima della chiusura, diversi esemplari di quel cellulare fossero presenti in negozio ma che, magicamente, il mattino seguente del 27-02-2010 all’orario di apertura, fossero tutti spariti. La risposta che ci è stata data, cari lettori, si commenta da sola: “IERI SERA, POCO PRIMA DELLA CHIUSURA, MOLTE PERSONE HANNO
PREFERITO COMPRARLO A PREZZO PIENO (€ 199,90) PIUTTOSTO CHE RISCHIARE DI NON COMPRARLO VENENDO STAMATTINA”. Ma cavolo, questo cellulare è volato così subito che non hanno avuto il tempo di conservarne almeno uno da lasciare in esposizione???

Caro direttore, dubito del fatto che molte persone abbiano deciso di comprarlo a prezzo pieno la sera prima spendendo venti euro in più: si può ragionevolmente credere, invece, che i responsabili del negozio abbiano voluto procedere a una vendita sottobanco magari in favore di questo o di quell’altro amico danneggiando, così, quei consumatori onesti che magari si erano svegliati di buon mattino per poter usufruire di un’offerta commerciale alquanto conveniente. Passi, comunque, per la levata di buon mattino, ma provoca un certo disgusto nell’essere presi in giro così: a quella risposta che ci è stata data veniva voglia di prendere per il bavero chi ci aveva risposto in tal maniera facendosi gioco della buona fede di noi clienti. Ma io, come l’altro signore, abbiamo preferito mostrare si il nostro disappunto ma senza esagerare. Significativo è stato anche il fatto che un’impiegata, viste le nostre insistenti proteste, abbia finto di chiedere, entrando nello stanzino del retrocassa (inaccessibile ai non addetti) se in qualche altra filiale avessero la disponibilità per qualche altro cellulare: ma, guardacaso anche lì erano finiti.

Disappunto che cresceva sempre di più vedendo il comportamento alquanto dubbio e ambiguo degli impiegati del negozio: l’addetto del reparto telefonia cercava di evitare ogni qualsiasi confronto fingendo di allontanarsi per sbrigare delle faccende; gli altri addetti del negozio che, di fronte alle nostre rimostranze, cercavano di accampare delle improbabili giustificazioni lasciando trasparire, nel volto, un’espressione tale da dare ragione alle nostre proteste (come a dire: cavolo, questi hanno scoperto la magagna). Sbigottiti, In pochi minuti abbiamo perciò assistito alle diverse versioni che ogni impiegato cercava di dare a giustificazione del fatto accaduto.

Caro direttore, io e l’altro signore abbiamo così preferito andarcene via senza continuare a sentire i tentativi di presa per i fondelli da parte di quelle persone. Perché crediamo che si sia trattata di una vera e propria presa per i fondelli. Ecco perché, entrambi, invece di chiamare le forze dell’ordine, abbiamo deciso di rivolgerci alle associazioni a difesa dei consumatori che ci hanno assicurato una forte presa di posizione affinchè episodi del genere non si verifichino più.

Daniele.