Alex Britti incanta Agrigento

alex britti002Memorabile serata al Palacongressi. Sabato, di fronte ad una platea gremita, il cantautore romano Alex Britti è salito sul palcoscenico per la tappa agrigentina del suo tour, che sta portando in giro per l’Italia i pezzi del nuovo album “.23”.

Lui non ha parlato molto, come ha più volte ricordato al pubblico: “a me non piace tanto parlare, mi piace di più suonare”; le poche parole dunque, quasi impacciate, timide, sono state travolte dall’impressionante abilità musicale di un autore cresciuto artisticamente con la palestra del Blues e del Jazz, cosa che si è respirata per tutte le due ore e mezza del concerto. I brani dell’ultimo album, alternati ai grandi successi commerciali di Britti, hanno avuto come tessuto connettivo gli straordinari assoli di chitarra acustica in tutte le salse, dal country, al rock, fino ad arrivare a tonalità decisamente latine. Su tutto, naturalmente, ha dominato la grande personalità dell’artista, che ha incantato il pubblico con uno straordinario virtuosismo, una padronanza dello strumento stupefacente, che faceva quasi sembrare la chitarra folk un’estensione anatomica del suo corpo, per il tocco magico che faceva vibrare le corde dello strumento insieme all’intero Palacongressi.

Per chi conosceva solo il Britti dei tormentoni pop, è stata di certo una straordinaria sorpresa, da lasciare senza fiato. Tanta energia, tante vibrazioni, ma anche tanto cuore, emozionante la cover di Bennato “L’isola che non c’è”, interpretata insieme ai componenti della band (impeccabili anche loro) seduti al centro del palco uno accanto all’altro come in un salotto di casa.

Un evento così, insomma, è più unico che raro in una terra in cui non si può certo dire che abbondino le occasioni per una full-immersion nella buona musica, o più in generale per le iniziative culturali di livello.