8 marzo : si celebra la scrittrice mistica Maria Valtorta

Maria Valtorta (anni 25)Presso la Parrocchia Santa Teresa del Bambin Gesù sita in Agrigento, Via Papa Luciani (già Via Nuova Favara), lunedì 8 marzo, alle ore 18.00, Don Ernesto Zucchini, Presidente della Fondazione Maria Valtorta e dell’Accademia Valtortiana, terrà una conversazione sul tema “Una scrittrice mistica del XX° secolo: Maria Valtorta”. L’incontro tende a rendere omaggio alla figura della prodigiosa e prolifera scrittrice apprezzabile non solo per il contenuto dei suoi scritti ma anche per la grandissima mole di lavoro svolto, di getto, senza revisioni o correzioni, nonostante fosse bloccata a letto da una paralisi nella parte inferiore del corpo.
Maria Valtorta nacque a Caserta il 14 marzo 1897, figlia unica di un ufficiale di Cavalleria e di una insegnante di francese, entrambi lombardi. Crebbe e si formò in varie città del nord (Faenza, Milano, Voghera) mostrando un carattere forte, spiccate capacità umane e straordinarie doti spirituali. Completò i suoi studi nel prestigioso Collegio Bianconi di Monza. Durante la prima guerra mondiale fu infermiera “samaritana” nell’Ospedale Militare di Firenze, città in cui abitò a lungo e dove fu segnata dalle prove più dure procuratele  dalla propria terribile madre e da un sovversivo che per strada le sferrò una bastonata ai reni. Nel 1924 si stabilì con i genitori a Viareggio dove fu impegnata in Parrocchia come delegata di cultura per le giovani di Azione Cattolica. Intanto le sue sofferenze aumentavano e la sua ascesi culminava in eroiche offerte di se stessa per amore nei confronti di Dio e dell’umanità. Nel 1943, inferma da nove anni, Maria Valtorta, aderendo ad una richiesta del confessore,  scrisse la propria biografia. Svelando il suo talento di scrittrice riempì di getto ben sette quaderni per narrare senza reticenze la propria vita, umana fino alla passionalità, ascetica fino all’eroismo. Subito dopo diede inizio ad una produzione letteraria prodigiosa. Stando seduta nel letto, Maria Valtorta scriveva di suo pugno su comuni quaderni senza preparare schemi né correggere. Spesso alternava la stesura degli episodi dell’opera maggiore con quella di altri argomenti che avrebbero poi dato corpo alle opere minori. La sua vera missione, quella di scrittrice mistica, maturò e si svolse soprattutto negli anni centrali della sua lunga infermità che la costrinse a letto dal 1934 fino alla morte avvenuta a Viareggio il 12 ottobre 1961.

Oggi la sua tomba a Firenze e la casa in cui visse a Viareggio sono meta di devoti visitatori provenienti da ogni parte del mondo.