Crisi agricola, il documento della Chiesa agrigentina

Dall’incontro tenutosi, nei giorni scorsi, presso la Sala Chiaramontana del Seminario di Agrigento, fortemente voluto dal nostro arcivescovo, dove si è sviluppata una approfondita riflessione sulla grave crisi che attanaglia il mondo dell’agricoltura, è venuto fuori il documento della Chiesa Agrigentina sul tema dell’agricoltura che, di seguito riportiamo integralmente. Di seguito il testo del documento:

La Chiesa, sempre attenta all’uomo e alla problematiche della vita sociale, forte della Missione affidatale da Cristo, che è quella di annunciare il Vangelo anche nella Vita sociale, cerca di valorizzare e sempre più “umanizzare” l’uomo, la sua dignità, il suo lavoro.
Per questo, la Chiesa Agrigentina, rappresentata dagli organismi di partecipazione ecclesiale diocesani presieduti dal Vescovo, con lo spirito evangelico e pastorale che le è proprio, a riguardo della grave crisi che ha colpito il mondo dell’Agricoltura, intende affermare che:
– L’agricoltura costituisce una risorsa fondamentale del nostro territorio; le 16.000 imprese del comparto, con le 130.000 persone che vi lavorano (più di un quarto della popolazione della provincia), attestano la potenzialità di un settore che per molto tempo è stato trainante; tuttavia – nonostante questa enorme ricchezza – sta conoscendo una gravissima crisi per motivi economici globali, per cattiva gestione di chi ha responsabilità di governo e per una cultura che non è cresciuta di pari passo con le necessità della commercializzazione.
– Il mondo del lavoro,  a tutti i livelli, ha un forte bisogno di giustizia sociale che passa attraverso interventi pubblici mirati a sostenere chi è in difficoltà; interventi finanziari che diano accesso al credito per risollevare il comparto; interventi culturali che aiutino gli operatori non solo a produrre la materia prima ma anche a saperla commercializzare.
Chi ha responsabilità politiche, dopo le tante inadempienze del passato,  sia più attento al mondo dell’agricoltura mettendosi in ascolto degli operatori, dichiarando lo stato di crisi e facendo in modo che vi sia una giusta politica dei prezzi che non penalizzino i prodotti della nostra terra; che si attivino i sistemi di controllo affinché i contributi siano meglio valorizzati, non vi siano speculazioni che poi ricadano su tutti gli altri e la tracciabilità dei prodotti sia resa obbligatoria per legge.
Ogni cristiani di buona volontà possa contribuire a risollevare anche questo settore attraverso alcune scelte che indichino uno stile di vita nuovo che passa attraverso:
– l’impegno per il rispetto della legalità (giuste retribuzioni agli operai anche quelli che arrivano da altre nazioni)
– la scelta di prodotti locali ben certificati
– la sobrietà evangelica che ci porta a consumare bene evitando lo spreco del consumismo;
– la solidarietà con qualche segno forte (digiuno; preghiera; manifestazioni…).
Il valore dell’associazionismo cattolico, anche nel comparto agricolo, potrebbe consentire agli operatori del settore di fare rete. Si potrebbero pensare anche forme di associazionismo finanziario (credito cooperativo): questa forma di associazionismo potrebbe essere lo strumento privilegiato per lavorare nel delicato ambito della formazione ad una diversa cultura dell’impresa e del bene comune.