Crimini ambientali: reati senza vittime?

logo_legambienteSarà questo il tema specifico del secondo degli incontri programmati da Legambiente Sicilia e Confindustria per approfondire ad Agrigento i contenuti del Rapporto Ecomafia 2009.

Uno dei principali fattori cui ricondurre l’altissimo numero dei reati perpetrati in danno all’ambiente e soprattutto la percentuale di reati ambientali che rimangono, purtroppo, quasi o del tutto sconosciuti è la scarsa percezione del reato da parte della collettività: i reati ambientali, infatti, si caratterizzano per la mancanza di atti di violenza diretta, per il basso allarme sociale che riescono a suscitare, per la difficoltà di individuare immediatamente la condotta illecita e per la bassa severità delle norme a tutela.

L’incontro di sabato prossimo,  riservato ad una selezione di 20-25 studenti del V° A.S. per ciascun Istituto Superiore di Agrigento, intende avviare, nella nostra realtà, un confronto serrato su questi temi con il mondo della Scuola e, nello specifico, con gli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore operanti sul territorio di Agrigento, ponendo in essere iniziative che abbiano la funzione non già di persuadere acriticamente i giovani rispetto all’elevata pericolosità sociale dei reati contro l’ambiente ma di concorrere a sviluppare in loro una coscienza civile da cui discenda l’esigenza di essere protagonisti di un cambiamento reale, di mentalità e di comportamenti. 

In tale ottica verrà proposto un apposito concorso che consentirà agli studenti coinvolti nell’incontro di contestualizzare il tema della diffusione e dell’incidenza dei crimini ambientali nel nostro territorio, indagandone la diversa natura, valutandone le potenzialità distruttive, soppesando i rischi concreti per il futuro della comunità ed avanzando idee, proposte e soluzioni di merito.