Cimino: “Questione meridionale è progetto sviluppo nazionale”

“Sarebbe bene che tutti comprendessimo che crisi del Mezzogiorno e criminalita’ organizzata, come ha evidenziato la CEI, non sono questioni soltanto meridionali, ma nazionali che trovano soluzione soltanto se lo Stato sapra’ riappropriarsi del controllo di tutti i territori del Sud lasciati, per troppo tempo, in balia della criminalita’ organizzata e dimostrera’ di interpretare il federalismo, che e’ alla base dell’Autonomia regionale, come un’opportunita’ di sviluppo omogeneo dell’intera Nazione e non di divisione di essa”. Lo afferma il vicepresidente della Regione siciliana con delega all’Economia, Michele Cimino.

“Il Nord e il Sud – prosegue Cimino -, accomunati in un unico progetto di sviluppo, in una logica federalista che pur premiando le realta’ maggiormente virtuose, non penalizzi le realta’ piu’ povere. Per far cio’, bisogna che la ripresa economica italiana non passi, come sempre accaduto storicamente, attraverso il sacrificio del Sud. Bisogna, pero’, ricordare che se la questione meridionale non deve essere, per i poteri economici forti del Nord, l’argomento che giustifichi un eventuale selvaggio federalismo, non deve neanche essere, per la classe politica del Sud, il dito dietro il quale nascondere la propria inefficienza e, talvolta, le proprie connivenze. Bisogna che il Sud recuperi il proprio retroterra culturale e storico e riparta da questo per creare una societa’ moderna e solidale, non inquinata dagli interessi di quei poteri forti, talvolta collusi anche con la criminalita’ organizzata, che, di fatto, ne determinando la disgregazione”.

“C’e’ oggi, nella societa’ civile meridionale – conclude l’assessore – nel mondo dell’economia e nella politica, chi sta operando scelte coraggiose che dimostrano che esiste da sempre anche un Sud antimafioso, laborioso e con tanta voglia di riscatto. Ed e’ a questa parte del Sud che le istituzioni devono dare solidarieta’, non lasciandola sola in una difficile battaglia che si pone come obiettivo di porre al centro della societa’ l’uomo e il rispetto della sua dignita’”.