Crisi agricoltura, intervento del presidente provinciale di Confagricoltura Paolo Giglia

“Il settore agricolo è strategico nell’economia Italiana, ma non considerato nell’agenda economica del Governo, del Parlamento, dalla Regione Sicilia e dal Sistema Paese”.

Lo dichiara il presidente provinciale di Confagricoltura Paolo Giglia, rappresentante, come sindacato “ degli imprenditori con i piedi nella tradizione, ma la testa nell’innovazione”.

“La Confagricoltura di Agrigento continua il suo impegno e ribadisce il suo ruolo centrale nell’assicurare sempre una presenza incisiva e determinante nel mondo agricolo agrigentino – dice Giglia – Questi temi sindacali, purtroppo si scontrano con la cruda realtà nella gestione delle nostre aziende che oggi subiscono quasi impotenti le dure e faziose leggi di mercato”.

“Confagricoltura dice basta” prosegue il presidente. “Le politiche Comunitarie, nazionali e ancor di più regionali, hanno contribuito al fallimento  dell’economia agricola. Non possiamo stare fermi, occorre unità sindacale e sociale. Il popolo degli agricoltori in provincia di Agrigento è pronto a muoversi; necessita coordinamento e azione. il mondo della rappresentanza agricola, e  i Sindacati dei lavoratori, devono lavorare uniti per fare emergere  il dramma economico e sociale del mondo agricolo, che, suo malgrado, sta abbandonando il territorio con danni economici ed ambientali irreparabili (vedi le frane diffuse in questi ultimi mesi). Il senso di responsabilità ci porta a denunciare la totale indifferenza delle istituzioni preposte, preoccupate di garantire solo alcuni comparti economici produttivi (secondo e terzo pilastro dell’economia nazionale), dimenticandosi totalmente del settore primario al quale  non è stato destinato alcun  ammortizzatore sociale per fronteggiare la  pesante crisi economica che si è abbattuta violentemente sulle aziende agricole.

Oggi alla luce delle pesanti difficoltà, scongiurare la chiusura delle aziende diventa quasi impossibile, cio’ determinerà un grave dramma sociale del  territorio agrigentino, con il licenziamento di migliaia di lavoratori ed il conseguente allarme economico e sociale delle famiglie.

Al fine di bloccare le istanze di fallimento a carico delle aziende agricole, si chiede con urgenza alle istituzioni la sospensione dei contributi previdenziali, la sospensione delle cambiali agrarie e la sospensione delle cartelle esattoriali e delle procedure esecutive” conclude Paolo Giglia.