“L’Altra Arte” tra musica, arte e poesia

L'Altra-Arte001Presso la struttura di “L’Altra Arte”, laboratorio artistico sito in via Pirandello 52, ieri sera, 19 febbraio, è stata segnata una svolta nella biografia della nostra città attraverso un’esperienza culturale basata sulla contaminazione tra l’arte, la musica e la poesia, espressioni diverse ma vicine e complementari che hanno destato nei presenti un dialogo intimo e piacevole sposato senza alcuno sforzo.

Un gruppo di giovani per una sera ha spezzato il rito degli aperitivi e degli sgomitamenti nei pub preferendo un ambiente più intimo dove apprezzare il suono, la parola e l’ascolto in una cornice tappezzata di dipinti, fotografie e sculture.

Un incontro che si potrebbe sintetizzare nella frase “L’Arte che incontra l’Arte” in un dialogo di tutte le forme artistiche insieme e della capacità che esse hanno di generare senso e significato.

Poiché la struttura si trova al primo piano di uno stabile del centro storico la più curiosa novità è stata l’esecuzione di un concerto, si potrebbe affermare, praticamente in appartamento, nell’intimità più assoluta tra i musicisti e i fruitori che entravano, uscivano, tornavano o si soffermavano senza fare alcun rumore ascoltando attentamente le note del gruppo “Senza Blues” composto da Michele Molinari (voce, armonica e chitarra), Stefano Spirio (batteria) e Totò Parello (basso) i quali hanno affrontato repertori che hanno fatto la storia della musica abbracciando, tra gli altri, brani di B.B.King, Eric Clapton, Gimmi Hendrix e Jhon Mayer. Nel piacevole contesto creatosi la musica si è quindi incontrata con la poesia e le parole hanno interagito col suono, il ritmo con gli accenti, generando differenti tonalità sonore che si sono intrecciate in sincrono sui versi di Margherita Biondo la quale ha letto alcune liriche tratte dal proprio libro “Tetrarchia degli Elementi” creando un processo di alleanza con i musicisti in cui la stretta connessione delle parole e della musica ha avuto la capacità di giungere all’orecchio degli attenti e silenziosi interlocutori con credenziali molto allargate. Senz’altro un’esperienza da ripetere il cui merito dell’iniziativa va all’artista Peppe Cumbo e a Bruno Melappioni, operatore artistico e cinematografico di Roma.

[nggallery id=112]