Aeroporto, ma non era tutto ok?

aeroportoL’aeroporto vola via, almeno per adesso.

Malgrado la determinazione di D’Orsi, la mobilitazione popolare dello scorso novembre alla quale hanno partecipato tutte le forze politiche, sociali, sindacali, ecc. ecc., ecco giungere, come una sonoro “suono emesso con la bocca in segno di scherno,  l’ennesimo “No” all’unico grande progetto di rilancio della provincia per il quale il presidente sta investendo tutte le sue energie fisiche e mentali, e per di più senza chiedere un centesimo allo Stato.

D’Orsi, che denuncia la presenza di forze che remano contro gli interessi degli agrigentini e lo sviluppo della nostra provincia, si è già attivato chiamando il Ministro Alfano, il Presidente della Regione Lombardo che gli hanno garantito il loro immediato impegno e delle risposte in merito.
Ma perché poi non si dovrebbero attivare anche tutti gli altri che erano alla manifestazione?

Un dubbio sorge spontaneo: questo “No” potrebbe essere legato ai rischi che un aeroporto potrebbe comportare nei pressi di una centrale nucleare?

Dubbio che potrebbe essere sciolto tra meno di tre mesi, e cioè quando il Governo dovrà ufficializzare i siti dove saranno costruite le quattro centrali previste.

Ovviamente speriamo di no. Speriamo che le richieste “risposte in merito” arrivino prima dei tre mesi.

Quanto mai in questo momento, chi veramente crede che lo sviluppo possa passare anche attraverso l’aeroporto, deve far sentire la propria voce e soprattutto rispondere con i fatti.

Altrimenti il rischio è anche quello di ricordare, tra 100 anni, D’Orsi come il Presidente del rigassificatore, della centrale nucleare e dell’aeroporto (non costruito).

Ma per l’ultimo punto sarebbe in buona compagnia.