Licata. Avviato l’iter per la richiesta di riconoscimento dello stato di calamita’ naturale

Mentre da un lato continua l’attività di vigilanza del territorio a seguito delle abbondanti precipitazioni registrate il 14 febbraio u.s., l’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Angelo Graci, per mezzo del dipartimento urbanistica e gestione del territorio, sta già approntando gli atti per chiedere alla Regione Sicilia il riconoscimento dello Stato di calamità naturale.

Ed a proposito della giornata di domenica, il Sindaco, ha ritenuto di “dover pubblicamente ringraziare tutte le forze dell’ordine presenti in città, per il contributo dato sia nelle operazioni di intervento a favore della cittadinanza duramente colpita dagli eventi atmosferici, sia per l’attività di prevenzione e tutela dell’ordine pubblico assicurata a difesa dell’intera collettività – sono le testuali del primo cittadino -. Così come un  sentito e sincero ringraziamento va anche a tutti gli operatori delle associazioni di volontariato, dipendenti ed operatori comunali, cittadini, che si sono prontamente messi all’opera per venire incontro alle emergenze registrate a causa delle forti piogge”.

Intanto, già nella giornata di ieri, come programmato, è giunta a Licata la pompa richiesta al Dipartimento di Protezione Civile, già messa in funzione, assieme alle altre otto già in dotazione all’ufficio comunale di protezione civile.

Questa mattina, nel corso dei sopralluoghi effettuati dal personale dell’ufficio comunale di protezione civile, coordinato dal geom,. Angelo Cambiano, è stato registrato il crollo di due tratti, uno di circa 50 metri, e l’altro di circa 200 metri,  di una  sponda in cemento armato del Vallone Safarella,  che ha causato danni anche alla sede stradale che costeggia il medesimo vallone, con conseguente minaccia per la pubblica incolumità.

Da parte sua l’assessore alla Polizia Municipale, Giuseppe Sanfilippo, su richiesta di alcuni cittadini, domenica mattina, dopo avere effettuato un sopralluogo, accompagnato da tecnici del Comune e di Girgenti Acque, presso la stazione  di sollevamento di via Salso, ha avuto modo di appurare che all’interno di detta struttura esistono tre grosse pompe delle acque bianche, dette antialluvione, spente, a quanto apre a causa di un guasto registrato presso la cabina elettrica che dovrebbe alimentarle, mentre perfettamente funzionanti sono stati trovate le pompe delle acque nere. Da ciò la richiesta dell’assessore di accertare gli eventuali responsabili di tale disservizio, ai quali imputare, a titolo di rivalsa, i costi per  i quali il Comune potrebbe essere chiamato in giudizio per il risarcimento di danni, per i problemi derivanti alle civili abitazioni della zona, dal mancato funzionamento delle suddette pompe delle acque bianche.