L’Enel taglia posti di lavoro in provincia. Allarme dei sindacati

Le segreterie provinciali di Flcem Cgil, Flaei Cisl e Uilcem Uil di Agrigento, lanciano l’allarme per i tagli ai posti di lavoro a parte dell’Enel sul territorio provinciale.

“La costante riduzione degli investimenti sulle reti – dicono i segretari provinciali Calogero Capobianco, Lillo Cipolla e Giovanni Manganella –  fa ben comprendere la scelta di Enel Distribuzione nel voler trarre il massimo profitto dagli impianti esistenti; ciò ci preoccupa, in quanto buona parte della rete non è nelle condizioni di soddisfare ulteriori richieste di allacciamento o di erogare ulteriore potenza, tale condizione, porterà al collasso delle reti con conseguenti danni all’intero sistema produttivo del nostro territorio, che solo una preventiva pianificazione degli investimenti sarà in grado di scongiurare. L’ulteriore diminuzione di personale, determinato anche da esodi incentivati, sta creando difficoltà operative nel garantire un servizio efficiente alla clientela,pretendendo, altresì dai pochi lavoratori rimasti di dare ancora di più.

L’attività svolta da ogni singolo lavoratore che accetta l’esodo incentivato, viene subito dopo spalmata sul restante personale, e poi, all’esodo successivo spalmata ancora sul restante, e cosi via, al punto da causare stress di ansia per le troppe attività da svolgere, le quali spesso sono vincolate a penali se non svolte nei tempi previsti; non si vuol ancora comprendere che la vera ricchezza dell’azienda sono i dipendenti, per cui gli interessi dei lavoratori dovrebbero essere trattati, con la stessa attenzione con cui i Manager guardano ai propri  interessi e a quelli  dei loro Azionisti.

Costatiamo che il numero esiguo di lavoratori impegnati sul territorio, è insufficiente per esercire gli impianti, infatti, nei momenti di grosse difficoltà operative, si ricorre all’apporto anche del personale non reperibile, a cui fare effettuare prestazioni lavorative eccessivamente prolungate, ponendo a rischio l’incolumità degli stessi contravvenendo a quanto prescritto dalle vigenti norme in materia di orario di lavoro.

L’Enel, ha ridotto investimenti e occupazione, questo settore contava una forza lavoro di 160 mila unità e ora si è ridotto a 60 mila.

Riteniamo che la situazione sia al collasso, occorre integrare risorse e professionalità avviando nell’immediato le procedure per delle assunzioni.

Per le ragioni espresse, le nostre Organizzazioni Sindacali oltre ad esprimere forte preoccupazione, per i risvolti negativi sull’economia complessiva del territorio, informeranno gli organismi preposti alla vigilanza affinché si tutelino i lavoratori, e nel contempo daranno la massima comunicazione all’opinione pubblica, su quanto sta avvenendo in questo importante settore” concludono Calogero Capobianco, Lillo Cipolla e Giovanni Manganella.