Mamma denuncia illegalità

discoteca con luciGentile Direttore,

Le scrivo perché sono stufa di fare la solita siciliana che accetta a capo basso tutto ciò che succede attorno a sé. Il pretesto potrebbe essere considerato, forse, banale ma sintomatico dell’illegalità che ci circonda.

Sabato 13 febbraio mia figlia, come tante altre centinaia di ragazzi e ragazze della nostra città, si è recata ad una festa tenutasi in un locale san leonino.

L’evento è organizzato dai soliti quattro ragazzi che vendono per l’occasione circa un migliaio di biglietti “senza timbro della SIAE” per un locale in grado di contenerne circa cinquecento.

Noi genitori, ignari di ciò che sarebbe successo, ma che ci preoccupiamo tanto di educare i nostri figli a indossare il casco, a mettere le cinture di sicurezza, a rispettare quanto prescritto dalle regole, li abbiamo poi mandati in un posto dove:

–          È stato consentito al suo interno di fumare (alla faccia della legge…)

–          Sono stati venduti alcolici a dei minorenni

–          Dove, probabilmente, le vie di fuga, gli impianti di sicurezza e di areazione potrebbero non essere in regola (sarà un mio peccato di pensiero?)

–          Dove sono stati ammassati come tante sardine in scatole, determinando, a voler essere un tantino previdenti, una situazione di pericolo.

Pertanto,dopo aver intascato tanti bei quattrini dalla vendita dei biglietti, gli organizzatori – o chi per loro – non hanno concesso, a coloro che lo hanno chiesto, di poter uscire un attimo dal locale per telefonare ai genitori e di poter rientrare subito dopo, visto il freddo e la pioggia battente. I ragazzi, dunque, una volta usciti per avvisare le famiglie, non sono più potuti rientrare. Anzi sono stati pure invitati ad allontanarsi dalla pensilina (l’unica zona dove potersi riparare dalla pioggia), perché davano fastidio!

Cosa dire? Evidentemente i giovani sono mucche da mungere, vanno bene sino a quando devono acquistare il biglietto o consumare le bevande (anche alcoliche),  poi non servono più.

Mi auguro che da questa esperienza i nostri figli imparino qualcosa: a dire, quando è il caso, di no ai venditori di specchietti per le allodole, a capire al volo (per evitarle)  le situazioni in cui l’illegalità la fa da padrona, a non ragionare, alla maniera di tanti, per cui tanto ci vanno tutti oppure le cose da noi vanno così, prendere o lasciare.

Allora meglio lasciare, ragazzi miei, meglio non foraggiare questo commercio  lucroso, ma ignobile, che non tiene in nessun conto della vostra incolumità e del rispetto delle leggi.

Una mamma

Gentile Mamma,

come Padre e come “cittadino che paga le tasse”, sono perfettamente d’accordo con Lei.

Cordiali saluti.

Angelo Gelo