“Per un atto di amore alla città”. Lettera del Collegio dei Parroci e il Direttivo del Consiglio Pastorale Cittadino di Favara

In quest’ora segnata ancora dal dolore per la tragica perdita delle piccole Marianna e Chiara Pia, con voi tutti ci stringiamo ai genitori e alla famiglia Bellavia.

Con loro preghiamo per il conforto che viene dalla fede in Cristo Gesù, morto e risorto.

La stessa fede ci sospinge ad un atto di amore alla città e a coloro che ci governano per il mandato popolare.

Ai nostri Amministratori e in particolar modo al Sindaco Avv. Domenico Russello, ribadiamo la nostra fiducia e il pieno sostegno.

La vicenda inerente all’intento di sequestro del figlio, poteva distoglierla dal perseverare nel suo compito di Primo Cittadino, in questo frangente di così profonda difficoltà della comunità. Questa paga il prezzo per colpe non certo addebitabili a Lei.

Perseverando nel gravoso compito di guidare la Città, con alto senso civico, di amore all’umanità di questa comunità di Favara e delle istituzioni democratiche, Lei ha infuso  – in noi cittadini e alla sua famiglia – il seme della volontà buona di anteporre l’interesse del bene pubblico a quello familiare. A chiare lettere perciò esprimiamo a Lei Signor Sindaco vicinanza, apprezzamento. La gratitudine per il suo esempio come un seme, discreto e silenzioso nella terra, produca in noi la stessa volontà nella ricerca del bene comune.

Mettere mano a sgomberi, demolizioni e chiusura delle strade in maniera urgente per le tragiche vicende occorse, è forse il giusto prezzo che la comunità e non certo Lei deve pagare. La Comunità tutta paga il prezzo per il diffuso senso di illegalità spicciola e quotidiana che ha caratterizzato soprattutto la violenta gestione del territorio e delle relazioni civiche, favorendo gli interessi familiari e di parte, piuttosto che quello del bene pubblico.

Al Signor Presidente del Consiglio Luca Gargano , ai Sigg. Consiglieri e alla forze politiche locali, regionali e nazionali esprimiamo la nostra ferma fiducia che dopo i giorni del cordoglio e della pena, si imponga quotidiano ed instancabile servizio alla cosa pubblica e alle scelte politico – amministrative, legislative e di intervento sociale,  lungimiranti per il futuro della Comunità di Favara.

Come Comunità Ecclesiale, dal giorno del dolore, ci siamo messi accanto ad ogni cittadino, soprattutto se fedele di Cristo, per chieder a Dio perdono, cambiamento di mentalità ed impegno.

Abbiamo chiesto e ancora chiediamo perdono a Dio perché la tragedia di una casa che cade e distrugge una famiglia in una città, ha origini nel cuore dei cittadini.

Dal cuore nostro nascono le malvagità, i furti (Mt 15,19; Mc 7,21), l’avidità del possesso dei beni che è idolatria (Col 3,5), che conduce all’omicidio (Gc 5,1-6).

Riconosciamo di essere tutti colpevoli quando il povero, il debole, colui che non sa e non può,  è maltrattato e calpestato da coloro che hanno, che sanno e che possono. Ciò a Favara è avvenuto con forme persistenti di esclusione sociale e di rifiuto di impegno all’integrazione, con modalità diverse, in tutte le istituzioni, comunità dei credenti in Cristo compresa.

La difficoltà al reperimento di alloggi disponibili all’affitto per le famiglie sfollate in una città che ha circa quarantamila vani disabitati – pur con le garanzie offerte dalla Amministrazione Comunale e dalla mediazione della Comunità Ecclesiale e finanche delle agenzie- è segno evidente di questa comune triste colpevolezza.

Chiediamo ancora a Dio di mutare la nostra mentalità e di suggerirci giorni di impegno e di amore per Favara.

Per un atto di amore alla Città e solo alla Città, queste parole vi scriviamo perché siano di incitamento all’unità della comunità, alla pace che viene da Dio e al cambiamento del cuore. La disponibilità al supporto dell’operato della Amministrazione Comunale di Favara, in quest’ora di giudizio per le negligenze e le colpe del passato, è per la comunità dei credenti in Cristo, consapevolezza del peccato sociale e invocazione di cambiamento di mentalità e di impegno di giustizia.

Dio cambi il nostro cuore perché cambi il cuore della città.

Il Collegio dei Parroci e il Direttivo del Consiglio Pastorale Cittadino di Favara