Lillo Volpe, Ugl: Formazione Professionale la riforma non può più attendere

lillo_volpeIl vicesegretario provinciale dell’ugl Volpe sollecita urgentemente l’accelerazione della riforma del settore della Formazione Professionale in Sicilia, così si esprime:

“Ho letto con grande attenzione la lettera accorata di un Direttore di un centro di formazione professionale di Enna che è stanco di lavorare nel disagio e con 4 mensilità arretrate di stipendio che poi risultano indispensabili e vitali per poter serenamente andare avanti.

E’ da apprezzare la risposta del nuovo Assessore alla Formazione Centorrino che ha invitato il Direttore a trovare soluzioni per smuovere un settore che purtroppo si trova in una situazione perdurante di crisi.

Credo che la Riforma deve essere partorita coinvolgendo tutti gli attori protagonisti (la politica con Lombardo e Centorrino , il Dirigente generale del settore la Dott.ssa Monterosso, i sindacati e i rappresentanti legali degli enti di formazione).

Una riforma che parta dall’esigenze del territorio e che possa eliminare le distorsioni che finora ci sono state.

Indubbiamente non stranisce affatto che dal 2005 al 2008 le assunzioni fatte nel settore con la compiacenza di tutte le parti in causa ha consentito la lievitazione della spesa con dei risultati poco lusinghieri.

Pedissequamente gli Sportelli Multifunzionali sono sorti in maniera esponenziale ed hanno creato un’altra sacca di assunzioni che hanno determinato costi altissimi. Infatti si è toccato quota 67 milioni di euro con circa l’80% della spesa che viene assorbita dalla voce personale e che non ha portato grosse novità nell’incontro tra domanda ed offerta lavorativa.

Per dare qualità al settore è giusto tagliare certe distorsioni o sprechi che non possono essere più tollerati, in primis si può rivedere il sistema di accreditamento dei circa 1400 enti e nella maggior parte dei casi gli enti più solidi e grossi possono accorpare i piccoli.

Diventa inevitabile il blocco del turn over per un periodo molto lungo e contestualmente procedere ad incentivi per il prepensionamento.

Ma il cuore della riforma deve incidere sulla tipologia corsuale e sui risvolti lavorativi degli stessi.

E’ sacrosanto proporre corsi che siano spendibili per chi consegue un attestato lavorativo.

Corsi che siano frutto di un’analisi dei bisogni del territorio coinvolgendo le Camere di Commercio e le aree Asi e la Confartigianato per creare un incontro virtuoso con gli enti di formazione.

E investendo sulla riqualificazione del personale amministrativo e del corpo docente nessuno si troverà spiazzato con le evoluzioni del mercato del lavoro”.