Nucleare, nasce a Favara il comitato del “NO”

nucleareRiceviamo e pubblichiamo

Questo sito era stato individuato nel 1979 assieme ad altri come quello della vicina Gela, di Mazara del Vallo (TP), e Marina di Ragusa versante sud del Mediterraneo.

Dopo 30 anni ci ripensano e in maniera omertosa cincischiano nel far conoscere alle popolazioni il sito esatto della centrale Nucleare Siciliana.

In questi giorni si sta riaprendo il dibattito sulla opportunità e sulla utilità di ripartire col nucleare.

Qualche giornale locale si è precipitato a Palma a intervistare e sondare l’opinione e l’umore della gente.

Accanto alle interviste c’erano le foto degli intervistati; quattro anziani con coppola vecchio modello che hanno riferito soltanto quello che i loro figli e tutte le loro famiglie hanno loro raccontato: in Germania dove vivono e lavorano da 50 anni, Centrali Nucleari c’è ne sono abbastanza e soprattutto danno lavoro.

Così ai nonnini di Palma hanno riferito i loro congiunti ormai naturalizzati tedeschi.

Tanto per capire Palma di Montechiaro è stato l’unico paese che ha subito il più alto tasso di emigrazione e disoccupazione e oggi si trova ad ospitare emigrati rumeni addetti ai lavori dei campi e a quei lavori che il giovane palmese rifiuta.

Il problema ci piove addosso in un momento in cui la disinformazione è sovrana, o meglio esiste l’informazione filonucleare, e non potrebbe essere diversamente visto che quasi tutti i mass-media ormai sono portatori degli interessi e dell’ideologie dominanti.

A noi, per fare controinformazione ci restano l’Altra Agrigento a Verde Ambiente.

“I nuovi padroni dell’Italia addirittura non sono in grado di leggere la realtà e con i paraocchi obbediscono solo ed esclusivamente agli interessi di parte anche se si scontrano con le realtà territoriali.

30 anni non sono passati inutilmente.

In provincia di Agrigento (mirabile dictu) si è affermato un imprenditore che ha trasformato i raggi del sole e le raffiche di vento in energia.

Nel 1979 quando andavamo in giro contro le centrali nucleari e contro quella a carbone destinata anche allora a Licata proponeva lo sfruttamento dell’energia solare ed eolica come alternativa al nucleare col vantaggio che nessuno in Sicilia ci avrebbe dovuto vendere quattro raggi di sole o due raffiche di vento e soprattutto non c’era il problema dello smaltimento delle scorie nucleari.

Ci parve un sogno quando qualche anno fa le creste dei nostri monti si riempivano piano piano di parchi eolici.

Da Licata a Sciacca se ne contano otto per un totale di 450 pale.

E siccome l’appetito vien mangiando – Moncada Energy – sotto Natale 2009 ha consegnato alla storia la sua più grande creatura: A Campofranco (CL)  a ridosso della provincia di Agrigento è stata inaugurata dal Presidente della Camera G. Fini, e dall’Agrigentino Angelino Alfano Ministro della Giustizia di questa Repubblica la più grande fabbrica dell’Europa e una tra le prime del mondo per la produzione di pannelli fotovoltaici per lo sfruttamento dell’energia solare.

E siccome quando uno è ubriaco, in Sicilia diciamo, tutti gli vogliono offrire un altro bicchiere; a giorni a Porto Empedocle avranno inizio i lavori del più grande “Rigassificatore di tutto il Continente “.

A questo punto siccome, e lo voglio ribadire siamo completamente ubriachi fradici i fumi ci fuoriescono dal cervello, e non riusciamo a stare in piedi sicuramente una Centrale Nucleare  ci farebbe solo del male.

Chiediamo scusa ai lettori se davanti a tanta drammaticità stiamo cercando di procedere anche con qualche punta di ironia.

Una provincia, che senza programmazione, inspiegabilmente produce energia pulita oltre ogni necessità viene ciecamente scelta, a quanto pare, per ospitare una Centrale Nucleare per consolidare l’amicizia con Monsier Le President Nicolas Sarcozy, produttore di uranio in una delle tante miniere di proprietà della Francia poste in Uganda e nel Centro Africa.

Come se già noi dalla Francia trenta anni fa non avessimo ricevuto regali “Fatali” riempiendo di scorie radioattive i siti minerari delle provincie di Agrigento e Caltanissetta come abbiamo dimostrato nel numero precedente.

A chi serve questa produzione di energia Nucleare?

Non certo ai bisogni di sviluppo delle nostre provincie perché come si evince dalla cartina abbiamo fonti di energia rinnovabile disposte su tutta la costa del Mediterraneo da Licata a Caltabellotta.

E allora? Servirà per esportarla? Dove? A chi?

Se a qualcuno serve energia che se la porti a casa propria la Centrale Nucleare!

Parlano di lavoro e di occupazione.

Nella Centrale Nucleare, escluse le fasi di costruzione, troveranno lavoro solo pochi addetti con qualche Kilometro di laurea in Ingegneria energetica.

Alla Regione giacciono 1200 progetti per impianti fotovoltaici.

Per ogni impianto occorrono almeno 10 operai che per 1200 fanno 12000 posti di lavoro: una gran bella differenza.

Dicono che essendo centrali di terza generazione, le scorie saranno smaltite con più faciltà, Dove?, Come?, i siti minerari sotto stati tutti saturati.

Eppure qualcosa si muove e non può essere diversamente.

Il 20 Gennaio 2010, l’Assemblea Regionale, pur nella confusione e nel clima di tutti contro tutto si è espressa chiaramente contro il Nucleare in Sicilia.

Se il buongiorno si vede dal mattino almeno questo Lombardo Ter trova il nostro più ampio consenso.

Perché contro il nucleare, non sono solo io, la mia famiglia e i miei amici.

L’altra sera nel suo serafico candore il mio amico On. Nino Bosco (PDL) faceva rilevare in una dichiarazione pubblica in una televisione locale proprio la contraddittorietà della situazione agrigentina, per quanto riguarda la produzione di Energia.

Faceva rilevare appunto la presenza del rigassificatore già approvato e in fase di avvio dei lavori e definiva inutile spreco di risorse e pericolosità per l’incolumità del territorio la nascita di una Centrale Nucleare

E l’Aeroporto che fine ha fatto o farà?

L’autunno del 2009 è stato un autunno caldo ad Agrigento.

Una “megamanifestazione” preparata nei minimi particolari dal Presidente della Provincia regionale di Agrigento Prof. Eugenio D’orsi. (MpA).

Per settimane pulmini noleggiati dalla provincia hanno girato in lungo e in largo per pubblicizzare la manifestazione per la nascita dell’Aeroporto.

I muri dei quarantatre comuni della provincia sono stati tappezzati di manifesti inneggianti all’utilità dell’Aeroporto, volano di sviluppo, di turismo e forse mezzo di sprovincializzazione di questo estremo sud dell’Europa.

I tecnici della provincia avevano individuato tra Palma di Montechiaro e Licata il cosiddetto Piano Romano il sito ideale per un aeroporto di portata nazionale.

Ci abbiamo creduto pure noi, abbiamo pensato che forse questa sarebbe stata la volta buona per realizzare qualcosa di utile a ridosso dei Templi.

Comincia la nostra fiducia a vacillare quando sentiamo che il Presidente D’Orsi (MPA) era pronto ad accamparsi sotto una tenda nel giardino di fronte al palazzo della Provincia in segno di protesta (non sappiamo contro chi?) e per fare rompere gli indugi al Ministro dei Trasporti e all’Enac che finora avevano giocato a ping. pong.

Forse continueranno a giocare a scarica barile ancora per un bel po’ anche perché quel sito tra Palma e Licata nel 1979 era stato prescelto come uno dei luoghi ideali per la costruzione di una Centrale.

Ma ammesso che l’aeroporto venisse spostato fuori dal Piano Romano, le rotte sarebbero sicure per la vicinanza della centrale?

Quanto pressappochismo, quante improvvisazione quanta demagogia in questa nuova classe dirigente!!!

Ci permettiamo di fare un plauso pubblico al Presidente e all’On. Nino Bosco perché loro dal di dentro della politica e dentro le stanze del palazzo e noi come opinione pubblica possiamo riuscire a vincere due volte: cacciare la centrale e ospitare l’aeroporto.

Si queste esigenze sono esigenze di tutti, se questo problema riteniamo che sia nocivo a tutti non occorre individuare la controparte basta dire: questo non si fa perché è dannoso questo si fa perché è utile perché sopra il Re non c’è più nessuno.

COMITATO ANTINUCLEARE Favara

c/o Centro Studi Mons. A. Giudice – Favara – AG-

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