Sciascia e Baldacchino scrivono a Ruvolo (UDC)

Angelo Sciascia e Mario Baldacchino, rappresentanti del Movimento Cristiano Liberale Laico, hanno inviato una lettera aperta all’UDC ed al suo rappresentante in provincia di Agrigento, l’on. Giuseppe Ruvolo.

Ecco di seguito il testo della lettera.

La coscienza derivata dai fatti odierni, pone numerosi quesiti rivolti all’MCLL, il Movimento Cristiano Liberale Laico Sicilia, da parte di simpatizzanti UDC, di coloro cioè che hanno investito il loro patrimonio culturale e religioso in un partito dalle solide radici  cristiane, da  cui ora si sentono traditi. Nella Bozza del documento programmatico che è l’atto fondativo dell’Unione di Centro, è scritto che l’UDC è “alternativo alla sinistra e saldamente collocato all’interno della Casa delle libertà e del Ppe”. Ed in effetti aveva cominciato  bene il “democratico cristiano” Casini, quando nel  discorso di investitura alla presidenza  della Camera dei Deputati il 31 Maggio 2001 si rivolgeva, supplice, alla Madonna di San Luca in Bologna. un segno di fedeltà consacrata da un gesto religioso. Tuttavia la sua fedeltà politica dura ben poco tempo sino ad un  atto di orgoglio rivoltoso e rancoroso, verso il governo, che esprime con parole adornate di solennità quali: discontinuità, opposizione repubblicana,  fronte comune dell’UDC, PD e IDV contro il popolo delle libertà e via dicendo

E’ chiaro che la libertà di scelta politica non è mai discutibile almeno fino a quando non entra in evidente contraddizione con i principi programmatici. Casini sa bene che il suo partito, con atto  fondativo,  ha scelto una precisa area politica, ha riunito  forze politiche che votano UDC  per favorire un programma politico riformista e ispirato alla cultura cristiana.

Le alleanze dei dirigenti UDC per le  prossime elezioni regionali, di grande valenza politica, ci sembrano del tutto estranee al quadro di riferimento culturale e religioso  proprio dell’UDC e fortemente pericolose  per il tempo che viviamo. L’MCLL desidera una chiarificazione che spieghi la  compatibilità dei principi che fondano il partito dell’UDC con i comportamenti dello stesso. E’ dovere della politica, nella sua pratica quotidiana, rendere partecipi i propri elettori non facendoli vivere in una costante confusione ideologica tale da sembrare una sindrome di Babele.

La nostra  società si è sviluppata, prevalentemente, nella dimensione “orizzontale”, per continue aggregazioni materialistiche, pietrificando così lo spirito religioso e di coerenza (UDC docet).

Il mondo ha bisogno di una tensione “verticale” nella direzione di Dio, come ci insegna la migliore Storia. Il mondo dei cristiani ha questo privilegio e questo compito, puramente laico,  di non rimanere sordi ai richiami dell’oltre-tempo e dell’oltre-spazio affinché diventino più umani i nostri tempi e i nostri spazi terrestri.

A questo punto siamo curiosi di sapere  in che modo autocratico Casini voglia traghettare il suo partito a sinistra, visto che il confronto  è soprattutto sui temi etici.

A tal uopo vorremmo sapere dal suo illustre rappresentante On. G. Ruvolo, tenuto conto della diversità di pensiero sull’embrione, sulla procreazione assistita, sull’aborto, sulla eutanasia e su tutti i temi che fanno dell’uomo un’anima corporeizzata in un corpo spiritualizzato  secondo la migliore cultura cristiana, quale tipo di alleanza potrà o vorrà fare con chi la pensa in maniera del tutto opposta?

Non ricordano  i cristiani adulti le tristi esperienze dovute ai risultati ottenuti da tutte quelle formazioni politiche che hanno “tradito” la propria identità pur di mantenere saldo un posto di potere da difendere a qualsiasi costo ed a qualsiasi prezzo compreso lo snaturare la propria ideologia?

Ci sembra superfluo ricordare gli esempi di Prodi, Scalfaro,  Bindi, Follini  che hanno voluto  incrociare ideali contrari ed opposti, con pseudo alleati che non hanno ceduto mai agli altri l’egemonia culturale e politica di cui si sentivano e si sentono  archetipi e custodi.

Siamo fermamente convinti che: “quando si perde la propria identità inizia la fine della propria civiltà” .