Turismo ad Agrigento, intervento di Calogero Termine (UDC)

lillo_termine2L’avv. Calogero Termine, presidente cittadino dell’UDC, esprime il proprio stupore per i gravi colpi recentemente assestati alla vocazione turistica di Agrigento, in particolare, dal dissesto della tubazione fognaria marina, i c.d. pennelli, e dalla soppressione di alcuni servizi turistici nella Valle dei Templi.

“Non può che meravigliare il fatto che la città e la provincia di Agrigento, ultimi nelle graduatorie nazionali, possano solo peggiorare con la rovina delle uniche risorse potenzialmente in grado di esaltare il nome ed il prestigio della città e di tutta la provincia, cioè la costa e i templi greci; danneggiando inevitabilmente la prossima stagione turistica nonché le successive, per l’ovvia ricaduta in termini di reputazione e flussi turistici” dice Termine.

“Ma, cosa che ancor di più atterrisce – prosegue – è la totale assenza di interventi proveniente dal Sindaco e dal Presidente della Provincia, dimostrando assoluta indifferenza a vicende gravissime.

Ci si domanda perché, sebbene sussistano concrete ragioni di diritto nonché innumerevoli constatazioni di fatto, le continue inadempienze della Girgenti Acque non siano state sottoposte a specifiche diffide e messe in mora, cui possano seguire giuridiche azioni di risoluzione del contratto di affidamento, che ha imposto agli agrigentini il più alto costo del servizio idrico in Italia?

In che modo può giustificarsi ed essere giustificata una società affidataria che, impegnatasi a risolvere definitivamente il problema dei pennelli a mare già dall’aprile scorso, adesso afferma che “i lavori non erano ancora completi, ecco perché si sono staccati”, confermando di voler eseguire semplici riparazioni od aggiustamenti alla vecchia condotta, apparsa già da tempo inadeguata alle moderne esigenze?

Quale difficoltà amministrativa o politica ha impedito di contrapporsi alla inaudita decisione di questo ottuso governo regionale di far cessare gli importantissimi servizi aggiuntivi resi nella Valle dei Templi, come i book-shop o le guide acustiche, privando il turista di efficaci strumenti di conoscenza e depauperando il turismo archeologico agrigentino, ed alcuni agrigentini del loro posto di lavoro?

Non sarebbe stato necessario stimolare la pubblicazione del bando per l’assegnazione dei servizi, ovvero sollecitare l’applicazione della proroga automatica fino all’esitarsi della procedura amministrativa?

E’ facilmente prevedibile che, anche a seguito di questi ulteriori pregiudizi, il calo turistico sarà anche maggiore rispetto allo scorso anno, il mare non sarà fruibile non solo dai turisti ma nemmeno dagli stessi agrigentini, provocando una ridotta affluenza negli stabilimenti balneari e nei servizi alberghieri e ristoratori della città agrigentina, danneggiando tutto il circuito del turismo, anche l’indotto.

Si chiedono, anzi si esigono atti concreti, e non semplici proclami, dall’amico Marco Zambuto e del caro Presidente D’Orsi: dovrebbero prendere atto che, il miglioramento del servizio turistico, tanto decantato nei rispettivi programmi elettorali, è pari allo zero, anzi è in uno stato di recessione; e che il decoro e la dignità che Agrigento merita, vengono ripetutamente oltraggiati” conclude Termine.