Pubblicità e trasparenza negli enti locali, c’è ancora molto da fare

Il termine e-government, è il processo di modernizzazione e di informatizzazione della Pubblica Amministrazione, quindi un miglioramento della circolazione interna ed esterna dei dati, nonché dell’attività degli uffici e degli organi pubblici.

La legge prevede, inoltre, che le pubbliche amministrazioni assicurino che il diritto d’accesso possa essere esercitato anche in via telematica.

La Legge 241/90 ( modificata dalla L.265/99 e da ultimo dalla  L.69/09), all’art. 25 comma  1, non lascia alcun dubbio: “Il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi, nei modi e nei limiti indicati dalla presente legge. L’esame dei documenti è gratuito. Il rilascio di copia è subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonché i diritti di ricerca e di visura”.

Dall’insieme di riforme apportate nel tempo, l’intento del legislatore è stato chiaro, avvicinare il più possibile il cittadino alla P.A in un’ ottica di dialogo e di collaborazione reciproca.

Tra i criteri che caratterizzano l’azione amministrativa, spicca la pubblicità che è estremamente connessa alla trasparenza, cioè si impone alla P.A di rendere accessibile agli interessati notizie e documenti circa l’operato dei pubblici poteri.

A riguardo, a maggior compendio di quanto detto, anche la Legge 15/09, proposta e voluta dal Ministro Brunetta, disciplina ancor più rigorosamente la pubblicità degli atti amministrativi attraverso i siti internet degli uffici pubblici.

In Sicilia, quasi tutte le Provincie sono carenti in materia, offrendo al cittadino sul loro sito internet soltanto la data, il numero dell’atto e l’oggetto delle delibere di Giunta o di Consiglio, nelle migliori delle ipotesi, ma precludendo la possibilità, allo stesso, di poterne visualizzare il contenuto.

L’opportunità per il cittadino, di consultare e di estrarre copia degli atti amministrativi, se da un lato velocizza l’attività degli uffici dall’altro aumenta qualitativamente il servizio.

La situazione è decisamente peggiore nei Comuni dell’isola, salvo alcuni esempi virtuosi, molti non hanno nemmeno un loro sito internet.

Speriamo che al più presto, da parte sia dell’UPI sia delll’ANCI si concretizzi una volontà univoca nel fare attuare agli Enti Territoriali le direttive poste dalla legge Brunetta  e dalle altre leggi in materia.

Valerio Lauricella