Sicurezza nel centro storico, gli Architetti ricorrono al progetto Hyperion

centrostorico2Il Presidente dell’Ordine degli Architetti Rino La Mendola, apprezzando il monitoraggio delle condizioni di stabilità del centro storico, recentemente avviato dal Comune di Agrigento, sottolinea  la necessità di procedere propedeuticamente all’istituzione immediata di una banca dati informatica, a supporto di interventi delle autorità competenti per scongiurare rischi per la pubblica incolumità; tutto ciò  fruendo dell’ottimo lavoro dei volontari di protezione civile dell’Ordine degli Architetti, svolto con il progetto Hyperion, tra il 2006 ed il 2007; progetto che aveva all’epoca coinvolto, nella figura di supervisore, anche il Prof. Francesco Saverio Brancato, noto esperto in materia ed ex Presidente del Corso di laurea in Architettura di Agrigento.

Bisogna capitalizzare il lavoro svolto in passato, afferma La Mendola, altrimenti si rischia di alimentare incertezze nei cittadini che vedono decollare  iniziative,  che poi, sistematicamente, non si concludono in modo compiuto.

Nel mese di Luglio del 2007, continua il Presidente degli Architetti, abbiamo consegnato al Comune ben 692 “schede di livello 1”, su supporto informatico, che riguardano  il censimento delle condizioni di stabilità di altrettanti edifici, che occupano una superficie  pari a circa il 50% dell’intero centro storico. Tali schede sono state compilate da 8 squadre di volontari, composte da 5 architetti, appositamente formati attraverso un corso eseguito dal Dipartimento Regionale di Protezione Civile. Gli architetti  volontari suddetti (40 unità), che stanno in atto collaborando con l’Ufficio Tecnico di Favara per censire le condizioni di stabilità degli edifici adiacenti a quello drammaticamente crollato lo scorso 23 Gennaio, possono vantare notevoli esperienze sul campo,  come quella del terremoto che ha colpito l’Abruzzo la scorsa primavera, in occasione della quale hanno dimostrato organizzazione, disciplina e competenza.

Dal suddetto  censimento è emerso che su 692 edifici schedati, 50 sono inagibili mentre circa 70 sono temporaneamente o parzialmente inagibili e che richiedono interventi tempestivi.

La zona  censita è delimitata: a Nord da via Duomo;  a Sud da via Garibaldi; ad Ovest  da Piazza S. Giacomo, via Oblati e salita Seminario;  ad Est  dalla via Bac Bac e dalla salita S.Vincenzo:  Su 692 edifici censiti, ben 43 risultano  potenzialmente inagibili, 10 parzialmente inagibili, 66 agibili solo se si interviene tempestivamente e 324 agibili.  Tali dati sono particolarmente  allarmanti, infatti più del 10% degli edifici censiti sono “a rischio di crollo parziale o totale” e, comunque, potenzialmente inagibili.

I  volontari dell’Ordine sono comunque a disposizione dell’Amministrazione Comunale, per  partecipare all’istituzione di suddetta banca dati, fornendo le schede dei fabbricati censiti, se occorre, anche su formato cartaceo.