Centro storico, ora si corre per garantire la sicurezza

crollo6“L’anno scorso, il centro storico di Agrigento, fu interessato da una serie di crolli di vecchie e fatiscenti abitazioni che solo per puro caso non provocarono vittime.

Era il 27 marzo quando un’abitazione di largo Cobaitari crollò provocando grande paura e preoccupazione per gli abitanti della zona.

Fu uno dei tanti episodi che si verificarono nella zona più vecchia di Agrigento, quella zona che dal 1966 porta ancora indelebili i segni della frana che colpì la città.

In quella terribile occasione, furono danneggiati seriamente i quartieri di S. Croce e quello di S. Michele, furono sgomberate ben 5.000 persone che furono costrette ad abbandonare le proprie case realizzate con sudore e sacrificio.

La frana del 1966, danneggiò gravemente anche la Cattedrale, la Curia Vescovile e la Chiesa di S. Alfonso, edifici che si trovano sulla sommità della collina occidentale della città e che negli anni successivi furono interessati da lavori di consolidamento e di messa in sicurezza.

Furono invece trascurati i quartieri di S. Croce, il Cortile Genco e il Largo Cobaitari, splendidi esempi di architettura contadina del quartiere Rabato.

Il quartiere rimase abbandonato, nonostante il 16 miliardi di Lire stanziati nel 1984 dalla Regione Sicilia”.

Quello che avete appena letto, è il “riassunto” di un articolo scritto da Massimo Macaluso sul nostro sito esattamente il 30 marzo del 2009.

In quell’occasione, la parole vennero anche accompagnate da una photogallery che da sola sarebbe bastata.

È trascorso un anno quasi un anno e la situazione del centro storico non è che sia migliorata più di tanto.

Anzi: quello  di Agrigento, così come quello di molti paesi dell’agrigentino sono saliti alla ribalta nazionale per gravissimi fatti di cronaca nera.

Dai tragici fatti di Favara niente è stato più come prima. Si corre, si tenta di recuperare il tempo perduto e si cerca di mettere in sicurezza il possibile.

Da oggi, ad Agrigento, alcune zone sono chiuse al transito veicolare. Zone transennate a tutela della pubblica e privata incolumità. Il divieto durerà fino ad avvenuta messa in sicurezza degli immobili fatiscenti e potenzialmente a rischio di crollo.

È stato disposto il divieto di utilizzo del cortile Navarra fino al ripristino delle condizioni di sicurezza del fabbricato pericolante sito in via Cobaitari 35. Ai proprietari è stato disposto lo sgombero delle suppellettili in atto giacenti nel suddetto cortile.

Il Sindaco ha inoltre ordinato ai proprietari di alcuni immobili disabitati e diruti, ubicati nel centro storico, la messa in sicurezza, entro il termine di dieci giorni.

Noi il problema lo avevamo evidenziato un anno fa. Solo in questi giorni si sono succeduti interventi e dichiarazioni di disponibilità di mezzo mondo. Ed oggi è il sindaco Zambuto che chiede a gran voce l’aiuto della Regione per risolvere il problema.

Meglio tardi che mai, si direbbe in certi casi. Ma viene da chiedersi perché per far venire la “strizza” giusta si è dovuto attendere la morte di due bambine?

E intanto attendiamo fiduciosi le via di fuga…

Ecco le foto di Massimo Macaluso scattate il 29 marzo 2009

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