La Mendola, piano casa occasione per sostituire il patrimonio edilizio degradato

In merito al  Piano Casa, oggi  all’esame  dell’aula, il Presidente  della Consulta Regionale degli Architetti della Sicilia Rino La Mendola  sottolinea che la legge  può costituire un’ottima occasione per  sostituire il patrimonio edilizio degradato, promuovendo la demolizione e la ricostruzione,  nel rispetto della nuova normativa sismica, delle regole della bioedilizia e del risparmio energetico.

“Il testo, afferma La Mendola, è stato progressivamente migliorato dal Governo e dalla IV Commissione parlamentare  ma, alla luce del tragico crollo di Favara, può essere  ancora perfezionato.

In tal senso – seppure la Consulta Regionale  non escluda  la possibilità di  ampliamenti attraverso la realizzazione di  corpi accessori, strutturalmente indipendenti, quali pertinenze di edifici residenziali esistenti – gli architetti condividono i principi  che ispirano il documento  presentato da  Legambiente,  quale contributo al dibattito in aula,  nella  misura in cui:

  • Offre una risposta concreta al grande fabbisogno di case a canone sociale o comunque a prezzi calmierati;
  • Promuove la messa in sicurezza e la riqualificazione architettonica ed energetica del patrimonio edilizio esistente.
  • Promuove il principio del monitoraggio del patrimonio edilizio esistente, attraverso l’istituzione del fascicolo fabbricato: una sorta di libretto sulla salute dell’immobile, su cui   professionisti abilitati, appositamente incaricati,  potranno annotare periodicamente l’esito di verifiche strutturali e sugli impianti tecnologici  negli edifici esistenti.
  • Evidenzia la difficoltà di sopraelevare e di ampliare  gli edifici esistenti, con particolare riferimento alla nuova normativa sismica, che rende tali interventi difficili, assolutamente antieconomici e talvolta impossibili.
  • Propone di ridurre al minimo ogni ulteriore espansione urbanistica, promuovendo la ripopolazione dei centri storici.
  • Propone un sistema d’incentivi riservando, ad esempio, il sostegno all’edilizia convenzionata in via esclusiva agli interventi sull’edificato e rifinanziando, con i fondi FAS, il “Programma di riqualificazione urbana a canone sostenibile” di cui al decreto dell’Assessorato LL.PP. del 11 luglio 2008 con il quale s’incentivava la creazione di alloggi da destinare a canone sociale  nell’ambito di processi di recupero dell’edilizia esistente.”