Agrigento. La “strage” degli avvisi di accertamento per la Tosap

claudia_casa“Nel giro di poco più di 12 mesi su parecchie centinaia di agrigentini, residenti soprattutto nel centro storico della città, è letteralmente “piovuta” una vera e propria gragnuola di intimazioni a mettersi in regola con i pagamenti della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, intimazioni che riguardano in particolare i passi carrabili e i gradini.

In estrema sintesi, da novembre del 2008 a gennaio 2010, l’INPA – la società concessionaria del Comune per la riscossione dei tributi – ha ritenuto di notificare 6 avvisi di accertamento a carico di ciascun contribuente (vale a dire a diverse centinaia di famiglie agrigentine che abitano in prevalenza nel Centro Storico) chiedendo il pagamento della TOSAP per gli anni che vanno dal 2004 al 2009. Se non siamo in presenza di una “persecuzione” nei confronti dei contribuenti poco ci manca!!!

Ed affermiamo ciò non per difendere gli interessi di incalliti evasori ma per chiedere all’Amministrazione del Sindaco Zambuto ed agli Uffici preposti di fare luce, una volta e per tutte, su tutta quanta la materia affidata nelle mani dell’INPA.

Vorremmo ad esempio sapere, a nome dei cittadini, sulla base di quali criteri l’INPA emetta gli avvisi di accertamento che riguardano i “gradini”, visto che con i nostri occhi abbiamo potuto appurare disparità di trattamento nell’applicazione di questa comunque odiosa tassa che ricorda tanto il periodo della dominazione borbonica: in pratica il cittadino è costretto a pagare per poter entrare nella propria abitazione! Ciò può certamente giustificarsi per le costruzioni più recenti e comunque per tutte quelle scale e quei ballatoi realizzati dai privati successivamente alla realizzazione di opere di urbanizzazione da parte del Comune, come certamente è una strada. Diverso è il caso delle decine e decine di abitazioni del Centro Storico costruite ben prima che il suolo divenisse pubblico.

Così come vorremmo sapere perché l’INPA non tiene in alcun conto le autorizzazioni rilasciate dal Comune ai cittadini per i cosiddetti passi carrabili “a raso” per i quali è espressamente previsto che il cittadino non paghi la TOSAP, visto che, appunto, non possedendo alcuno scarrozzo non occupa alcuno spazio sulla pubblica via.

Ci sono poi casi comicissimi (o forse paradossali) in cui viene richiesto il pagamento della TOSAP per la stessa unità a due contribuenti diversi, cioè a colui che ha effettivamente in uso l’immobile e che è titolare di regolare autorizzazione da parte del Comune ed a colui che lo ha avuto in passato ma che lo ha rilasciato da tempo.

Condividiamo dunque in pieno l’iniziativa del consigliere comunale Arnone di chiedere al Presidente Callari la convocazione, in via d’urgenza, di una seduta del Consiglio Comunale per dipanare questa sempre più ingarbugliata matassa ed offrire ai cittadini qualche certezza in più e qualche seccatura/fregatura in meno”.

Lo dichiara Claudia Casa del Circolo Rabat di Legambiente