Cantone, mai più una Sagra a queste condizioni

carmelo_cantone2Il direttore artistico della 65° edizione della Sagra del Mandorlo in fiore, Carmelo Cantone,è esausto e non può fare a meno di sottolineare i gravi disagi che sin dall’inizio,ma sopratutto nelle ultime ore, stanno prima rallentando ed oggi bloccando la macchina organizzativa della  manifestazione.

L’ennesima scintilla  deriva dalla, sconcertante ma vera, notizia  appena arrivata ieri sera alle orecchie di Cantone, che definisce in appena € 130.000,00 il contributo della Regione alla 65^ Festa del Mandorlo in fiore.

Ecco il testo della lettera

“Quando fui chiamato (poco prima di Natale) ad organizzare questa festa, visto il pochissimo tempo a disposizione, manifestai subito le mie forti perplessità per il raggiungimento di un buon esito; un incarico che, tutti sanno, non volevo accettare visti i miei attuali impegni regionali  e che, mio malgrado, mi è stato affidato; ciò nonostante a TITOLO GRATUITO e per amore di questa città e della sua Sagra, insieme al mio collaudatissimo Staff organizzativo, ci mettemmo subito all’opera, lavorando spesso giorno e notte, cercando  di effettuare le migliori scelte artistiche e promozionali che permettessero, in qualche modo, di superare il grave gap del ritardo e assicurare  una edizione della Sagra di buon livello. Ben conoscendo come vanno le cose, mi ero ripromesso di proseguire il mio lavoro di Direttore Artistico in silenzio, noncurante delle polemiche, degli screzi che normalmente avvengono in politica e delle esternazioni fatte “ad arte” a poco più di un mese dall’inizio della manifestazione. In poche settimane (tra mille incertezze, imbarazzanti diktat e tante altre vicende spiacevoli, in merito alle quali preferisco, almeno per il momento non esprimermi) nel rispetto della collaborazione tra gli Enti Organizzatori siamo riusciti ad allestire un buon programma, coinvolgente, aperto (in cui ognuno dei Partners poteva apportare liberamente il proprio contributo, convivendo serenamente con gli altri), e per nulla dispendioso (e sono pronto con documenti alla mano a dimostrare quanto dico e a smentire le alte cifre artatamente messe in giro); ma soprattutto era un programma con  “soluzioni artistiche” che, secondo noi, ne avrebbero garantito il successo. Per amore della Pace , a bocca amara e dimostrando grande umiltà, abbiamo pure superato le autoritarie imposizioni artistiche che, peraltro, hanno escluso qualsiasi altra forma di contemporanea collaborazione con le  valenti scelte artistiche (economiche !!!) da noi proposte e che, ripeto,rispetto alle nostre non portano valore aggiunto, anzi….

“Purtroppo, a pochi giorni dall’inizio del Festival si sono ripresentati problemi che bloccano ancora una volta la macchina organizzativa, mettono a serio rischio pure l’inizio della Sagra 2010;

Questa l’attuale situazione:

a)      la Regione si trova costretta a ridurre in maniera considerevole il proprio impegno di spese e assicura non più di 130.000,00 euro

b)      il Comune di Agrigento, mette circa 150.000,00 euro come aveva promesso sin dall’inizio, ma non ha ancora prodotto una sola  determina necessaria per affrontare le minime spese per lo start up.

c)      la Provincia non mette a disposizione  nessun importo  per far fronte alle spese essenziali ma organizza manifestazioni collaterali.

d)      La Camera di Commercio, non si sa bene cosa faccia: di certo non mette un euro.

Ferma restando la grande disponibilità del saccense Nuccio Catagnano, involontario attore protagonista  che ha svolto il suo ruolo con grande passione, dimostrando di amare questa città certamente molto di più di qualche agrigentino, oggi abbiamo quindi un totale di 280.000,00 euro (?)  decisamente insufficienti a organizzare la Sagra . Col risultato che ci abbiamo creduto in tanti, abbiamo lavorato come i matti, e adesso…? Tra le varie conseguenze negative, ad esempio ci sono manifesti pubblicitari, bellissimi e curati in ogni dettaglio, che non possono andare in stampa; non possiamo fare pubblicità né televisiva, né sui giornali; oggi non possiamo fare la conferenza stampa; non possiamo fare le gare per i services; non possiamo prenotare gli hotels ai Gruppi che stanno arrivando e che hanno già acquistato i biglietti aerei, non possiamo lanciare la manifestazione neanche in Sicilia, non possiamo definire scenografie, ecc ecc: Avendoci amputato le fondamentali scelte artistiche e strategiche e non essendo più in grado di garantire il raggiungimento degli obiettivi fissati, come può questa Organizzazione garantirne il successo ? Non pubblicizzando l’evento, come possiamo pretendere di portare visitatori, provenienti anche solamente dalle stesse province limitrofe, nella città dei templi ? Ma come posso lavorare così ?  Ma  quale miracolo si pretende da noi ? Ma quale Direttore artistico……?

Siamo all’assurdo: affollate riunioni aperte a tanta gente che presenzia solo per diffondere notizie false e tendenziose; scelte produttive che vengono sostituite da scelte improduttive; ci troviamo più volte a dover colloquiare con gente priva di qualunque esperienza artistica che non sa minimamente di cosa si stia parlando: vogliono (e devono in queste condizioni) togliere importanti “pezzi” della Sagra, e qualcuno per diminuire i costi mi ha anche suggerito di “fare a meno” dei miei collaboratori: gli stessi elementi che, nella passata edizione, hanno dato un contributo formidabile alla buona riuscita dell’evento, lavorando giorno e notte, animati dall’amore nei confronti di questa “anziana signora” di 65 anni che tanti altri, invece, dimostrano con i fatti, e con la propria azione amministrativa, di non amare affatto”.

“Per non parlare – e questo è veramente molto grave –degli attacchi assolutamente gratuiti e chiaramente strumentali e demagogici che rendono ancora più difficoltoso il nostro operato. L’ultimo in ordine di tempo,quello di un gruppo di consiglieri comunali di Agrigento che propongono di annullare la Sagra del Mandorlo in fiore e devolvere le somme messe a disposizione dagli enti organizzatori alla famiglia Bellavia di Favara. Premesso che, da Amministratore e da padre di famiglia, darei i soldi di 10 Sagre  per poter riportare in vita le piccole Marianna e Chiara Pia ( e la nostra scelta di diramare agli organi di stampa il programma ufficiale della manifestazione alcuni giorni dopo, dimostra il rispetto del  lutto), appare quanto meno strumentale l’atteggiamento assunto dai consiglieri dell’UDC che, in quanto amministratori, dovrebbero sapere che, se non utilizzati per la Sagra, quei fondi messi a disposizione dalla Regione e collocati in un particolare capitolo, andrebbero ad incrementare “le casse” di altre manifestazioni dello stesso capitolo quali, ad esempio, il Carnevale di Acireale, di Sciacca o di Termini Imerese e nessun aiuto potrebbe comunque arrivare da quelle somme a Favara. Che tristezza! Il fatto si commenta da solo”.

“Ora – è la domanda che mi pongo sin dall’inizio – in queste condizioni, senza la necessaria copertura finanziaria e con questo clima avvelenato, come è possibile lavorare per la buona riuscita della Sagra del Mandorlo in fiore? Vivo quotidianamente  le condizioni di un fallimento della 65esima edizione della Sagra del Mandorlo in fiore; allo stato attuale,diverse manifestazioni, già inserite in programma, corrono il rischio di non essere finanziate o, peggio ancora, cancellate dal cartellone, a causa di scelte politiche decisamente poco oculate e assurde “beghe” . Credetemi, con tutta l’umiltà e la buona volonta che la mia “posizione”mi impone, ma quale programma artistico posso presentare ? Ritengo quanto meno doveroso informare gli agrigentini, veri detentori della Sagra, di quello che stiamo vivendo da più di un mese. Così, non riusciamo a completare il lavoro che ci è stato affidato alcune settimane addietro, ovvero di allestire una Sagra di buon livello e aperta alla città di Agrigento. In queste condizioni, lo affermo ancora una volta, oggi si tratta di una impresa impossibile.

E se qualcuno volesse continuare a speculare, ribadisco che il mio ruolo in questa Sagra è solo ed esclusivamente “TECNICO” e non politico; sono stato chiamato per fare il tecnico, non spetta a me andare a battere cassa, ma ad altri ! Io cerco solo di organizzare artisticamente una manifestazione ; non sono io che devo assicurare la copertura finanziaria della manifestazione; una manifestazione  che TUTTI, dico TUTTI , ben sanno che ogni anno, da 65 anni, si svolge dalla prima alla seconda settimana di febbraio.

Resto quindi a disposizione per portare a termine il compito affidatomi, ma ognuno faccia la propria parte: io metto a punto un programma “essenziale” , ma chi ne ha il compito, assicuri la copertura finanziaria almeno dell’essenziale !